etica

"... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". (Dante, Inferno canto XXVI, 116-120).


lunedì 28 settembre 2015

PAPA FRANCESCO E L’ETICA DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

Gli americani pongono nella ragione universale l’autorità morale, come il potere politico nell’universalità dei cittadini e stimano che bisogna rivolgersi al senno di tutti per discernere ciò che è permesso e non permesso, ciò che è vero o falso.  La maggior parte di loro pensa che la conoscenza del proprio interesse bene inteso basti per condurre l’uomo verso il giusto e l’onesto. Essi credono che ognuno, nascendo, ha ricevuto la facoltà di governare se stesso e che nessuno ha il diritto di costringere il suo simile ad essere felice. Tutti hanno una grande fede nella perfettibilità umana; e credono che la diffusione della cultura debba necessariamente produrre risultati utili, l’ignoranza portare effetti funesti; tutti considerano la società un corpo in progresso; l’umanità come un quadro cangiante in cui nulla è, né deve essere, fissato per sempre e ammettono che ciò che loro sembra bene oggi possa domani essere sostituito dal meglio ancora nascosto. Non dico che tutte queste opinioni siano giuste, ma che sono americane. A. De Tocqueville “la Democrazia in America” Ed. BUR pag. 369.

VIAGGIO DEL PAPA NEGLI USA
Nonostante i molteplici impegni che mi assillano in questi giorni dovuti alle diverse iniziative che sto portando avanti a livello etico socio-politico-economico, non ho potuto fare a meno di soffermarmi sull’avvenimento riguardante la visita di Papa Francesco negli Stati Uniti, per condividere una importante riflessione sul suo significato.
Certo come al solito mi sento in difficoltà perché forse richiedo come sempre ai miei lettori di seguirmi su una pista non facile da seguire soprattutto per ciò che riguarda la configurazione etica degli argomenti e dei concetti espressi.
Ebbene chiedo ancora un granello di attenzione, per seguire un ragionamento che ci aiuterà a fare chiarezza sul significato che questa visita assume al di là di ciò che viene raccontato dai giornali e telegiornali.  
Come a tutti noto gli avvenimenti che si sono succeduti sono stati raccontati come cronaca e a volte anche intelligentemente interpretati a seconda degli invitati nei talk show o nelle TV dedicate come TV2000. Tali interpretazioni e racconti hanno cercato di raffigurare quello che il Papa stava facendo senza però a mio avviso comunicarne il senso profondo. Tutti hanno parlato del taglio pastorale, tutti si sono riferiti all’enciclica Laudato Si’, tutti hanno sottolineato la sua grande capacità di comunicare nuovi paradigmi per raggiungere quel cambiamento auspicato della Chiesa, che le faccia riscoprire quegli elementi di attrazione che le hanno permesso nei suoi primordi di divenire un punto di riferimento per tutti coloro che erano alla ricerca di una verità ultima, che la realtà terrena non riusciva ad indicare. Il papa vuole rinnovare gli orizzonti della Chiesa, il Papa vuole porsi come voce che parla alla coscienza degli uomini, pur se gli uomini ritengono di poter non dare ascolto alla propria coscienza. Ebbene tutto ciò si è evidenziato in maniera chiara nei tre momenti clou del suo percorso, partendo da Cuba, con un programma di “riabilitazione umana” degli esclusi si è soffermato nel discorso ai vescovi americani sull’importanza dell’annuncio e della relazione, per dettare loro una linea ecclesiale finora vissuta in maniera distorta dalla prassi neoliberista del sistema; si è soffermato al Congresso sui diritti umani, per spiegare i motivi per cui un paese portabandiera della democrazia, rappresentato da quattro grandi figure della storia americana: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day e Thomas Merton, si è perso poi, nei meandri dell’opportunismo strisciante imposto dalle cosiddette strutture di peccato generate dalla brama di profitto e dalla sete di potere ad ogni costo; infine si è recato a sferzare quell’organizzazione superpartes che pur se in un lontano 10 dicembre 1948 aveva promulgato la Dichiarazione universale dei diritti umani, oggi, nonostante le molte parole, convegni e conferenze, pare che debba ancora capire che cosa resta di un documento sostanzialmente privo di forza morale cogente.  

SIGNIFICATO DELLE PAROLE E DEGLI ATTEGGIAMENTI
Il Papa nonostante la sua età ed i suoi pesanti compiti non si è sottratto alla sua missione di pastore e ciò lo ha dimostrato nei gesti, nelle parole e negli atteggiamenti. La sua volontà di porsi in relazione con tutti, in dialogo aperto anche e soprattutto con coloro che lo rifiutano, è stata evidente. Non ha mai tralasciato un qualsiasi spunto per sottolineare che ciò che stava facendo non si limitava ad una veloce ed improvvisata visita di cortesia, ma che estendendosi invece, al di là della portata dei semplici atteggiamenti di cordialità, era stata pensata, preparata, ordinata e fortemente indirizzata alla riscoperta di quei valori etici insiti nei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa. Certo nonostante ne parlasse così apertamente, non tutti sembrava comprendessero cosa si celava dietro quella sua affermazione: “io seguo la Dottrina Sociale della Chiesa”. Ma che cosa è questa Dottrina Sociale? Qualcuno si è anche chiesto se fosse una dottrina e perché; qualcun altro si è chiesto anzi gli ha chiesto se lui fosse veramente cattolico e Papa Francesco  con una semplicità disarmante ha risposto “se volete vi recito il Credo”! Questa frase però a mio avviso non è stata interpretata nella corretta maniera, per via della nostra poca abitudine alla riflessione ed alla ricerca del significato profondo di una risposta che sembrava data solo per suscitare un sorriso in chi l’ascoltava. No. In queste risposte c’è il vero significato dei perché non capiti e non risolti da chi è stato avvicinato da Papa Francesco. Tentiamo in questa sede per quanto possibile di spiegarli in termini semplici, ma nel rispetto dei contenuti che il papa ci ha voluto comunicare.

IL SIGNIFICATO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E DEL CREDO  
Cerchiamo di dare subito una configurazione sia lessicale che concettuale di questi tre elementi: dottrina, dottrina sociale o Magistero ed il Credo.

DOTTRINA
Innanzitutto che cosa significa dottrina. Se consultiamo il vocabolario troviamo che tale parola si usa in diversi contesti per indicare il complesso di conoscenze acquisite con uno studio sistematico ed è quindi sinonimo anche di cultura, erudizione, sapere, ma significa anche insieme di principi che costituiscono la base di una scienza, di una filosofia, di una religione più comunemente riportate con il nome di pensiero, concezione o teoria.  Tale parola quindi indicando apprendimento, studio, elaborazione e somma di principi inopinabili, riferito alla Chiesa Cattolica significa la perfezione della conoscenza, dell’interpretazione e della sapienza cristiana trasmessa dalle Sacre Scritture e dalla tradizione ecclesiale su cui far poggiare il fondamento della propria fede. Non per niente anche in diritto diciamo dottrina, riferendoci allo studio, sistemazione e interpretazione del diritto ad opera dei giuristi che poi serve da fondamento alla stesura delle sentenze ed al consolidamento della prassi giuridica. La dottrina quindi non ha carattere di autonomia intrinseca, ma diviene tale solo se il suo contenuto viene veicolato come insegnamento categorico di principi, valori e processi mirati alla formazione di una coscienza avvertita sull’argomento di cui si tratta.

DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
Senza rimandare a quanto scritto in proposito nel mio libro “Il significato cristiano del lavoro” ed. Tipar 2006, vorrei qui sottolineare il significato profondo di dottrina sociale della Chiesa, così come giustamente interpretato da Papa Francesco.
Collochiamo quindi innanzitutto il significato del perché l’insegnamento sociale della Chiesa viene detto Dottrina Sociale. Innanzitutto perché non ha autonoma origine, bensì deriva dall’insieme dei principi che formano il fondamento della Dottrina Cattolica. Quindi per il principio di identità se i principi della fede cattolica sono una Dottrina, l’Insegnamento sociale riferendosi rigidamente agli stessi principi, deve essere necessariamente riconosciuto come Dottrina. Mentre il termine dottrina si riferisce più all’aspetto teorico dei concetti, quello di insegnamento sociale ne sottolinea l’aspetto storico-pratico. Infatti la Dottrina sociale della Chiesa che ha come sinonimo anche la voce Magistero sociale, può anche dirsi Insegnamento Sociale Cristiano, ma ciò non significa che cambi la sua essenza. Scendiamo però un pochino più a fondo nell’interpretazione della Dottrina Sociale per cercare di configurarne più chiaramente gli elementi. Se è una Dottrina, è anche una disciplina, e pertanto deve avere tutti i caratteri di autonomia che determinano un corpus di conoscenze e principi inequivocabilmente individuati e correlati. Procedendo con ordine si può affermare che a prescindere da qualsivoglia conflitto di parole, concetti o espressioni lessicali, ciò che si vuole evidenziare come contenuto del termine dottrina sociale o insegnamento sociale è il “ricco patrimonio” accumulato dalla Chiesa cattolica nel corso del tempo. Questo Patrimonio comunque ha una unica origine derivante dalla parola di Dio, vissuta, interiorizzata e trasmessa con fedeltà dalla Chiesa, sempre però attenendosi alla realtà mutevole della storia dei popoli senza però prescindere dalla fede nella verità ultima rivelata. Questa Parola di Dio, fondamento della fede, ha permesso da un lato di conservare e dall’altro di sviluppare un patrimonio spirituale che le ha consentito di rispondere con appropriatezza alle difficoltà ed alle emergenze che si originano nella storia della convivenza umana sin dai primordi. L'insegnamento sociale della chiesa trae la sua origine dall'incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze etiche con i problemi che sorgono nella vita della società, sulla base di principi sempre validi. L’etica della Dottrina sociale della Chiesa è quella che riguarda l’uomo profondo e la sua coscienza del rispetto della propria umanità come dimensione reale della sua dignità.
Pertanto questa dottrina sociale enunciata da Papa Francesco, ha il compito specifico di dare il proprio contributo innanzitutto all'evangelizzazione quale cinghia di trasmissione della verità di fede, poi al dialogo leale, aperto ed incondizionato con il mondo non solo religioso, ma anche socio-politico ed economico; infine ha il compito di cooperare, all’interpretazione intimamente e manifestamente cristiana della realtà contingente orientandone l’azione di accompagnamento con sani princìpi,  a supporto delle diverse progettualità ed iniziative sul piano temporale.
Sono infatti sotto gli occhi di tutti le profonde e rapide trasformazioni che si stanno consolidando in termini di globalizzazione e che coinvolgono le strutture economiche, sociali, politiche e culturali di tutti i Paesi, non solo di quelli avanzati ma anche di quelli più poveri ed esclusi. Il risultato che emerge con sempre maggiore accelerazione è il pericolo, che papa Francesco ha bene evidenziato nella capacità insita nello sviluppo esclusivamente tecnologico,  di mettere in gioco il futuro stesso dell’intera società umana. La Dottrina Sociale si erge quindi a baluardo della promozione del vero progresso umano e sociale nel quale, si possa garantire e realizzare effettivamente il bene comune di tutti gli uomini. Bene comune propriamente detto, come bene di tutti e di ciascuno.  Ecco perché nei suoi discorsi papa Francesco, parlando con i tratti della Dottrina Sociale, ha sottolineato i “gravi drammi” del mondo contemporaneo, provocati dalle molteplici minacce che spesso accompagnano il progresso dell'uomo, drammi che ricordiamo coinvolgono tanto singole persone che soffrono le tragedie dell’emigrazione, dell’esclusione e della disoccupazione, quanto i singoli Paesi che sperimentano la fame, lo sfruttamento, l’inquinamento, le guerre e l’abbandono totale delle loro popolazioni.  Il tutto condensato in quella cultura dello scarto che mentre scarta l’essere umano più debole e svantaggiato, gli impone di vivere degli scarti del consumismo, magari trovati in un cassonetto e promuove questa cultura di emarginazione che il Papa chiama giustamente “dello scarto” dalla quale appare sempre più difficile uscire. Poiché tali drammi non ci possono lasciare indifferenti diviene urgente e determinante l’indispensabile coinvolgimento della chiesa Cattolica, a motivo del suo nome che significa universale, nella battaglia contro le disumanità esistenti nel mondo che condizionano il destino del genere umano. Così il papa vuole riaffermare che  la Chiesa pur entrando nel merito dei diversi aspetti citati, consapevole dei propri limiti, non pretende di dare una soluzione a tutti i problemi del mondo contemporaneo, ma attraverso il proprio Magistero cerca solo di illuminare gli uomini e le loro intelligenze per permettere loro di intravedere quei princìpi e quegli orientamenti fondamentali necessari ad attivare ciò che si chiama sviluppo integrale dell’uomo che sulla base di una corretta organizzazione della vita sociale, si concretizza nella salvaguardia ed il rispetto della dignità della persona umana e nella promozione del bene comune. Comunque per avere una visione oggettiva della dottrina sociale bisogna riferirsi alle sue fonti che sono la sacra Scrittura, l'insegnamento dei padri e dei grandi teologi della chiesa e lo stesso magistero; al suo fondamento e oggetto primario che è rappresentato dalla dignità della persona umana fatta ad immagine e somiglianza di Dio con i suoi diritti inalienabili, che presi nel loro insieme indivisibile e nel contempo non negoziabile, formano il nucleo della “verità sull'uomo” che la Chiesa enuncia e proclama; al soggetto che si immedesima in tutta la comunità cristiana, in armonia e sotto la guida dei suoi legittimi pastori, di cui anche i laici, con la loro esperienza cristiana, sono attivi collaboratori e al contenuto che sintetizzando la visione dell'uomo, dell'umanità e della società, riflette l'uomo completo, l'uomo sociale, come soggetto determinato e realtà fondamentale dell'antropologia cristiana; alle finalità che sono di natura pastorale e di servizio al mondo, tesa a stimolare la promozione integrale dell'uomo mediante la prassi della liberazione cristiana, nella sua prospettiva terrena e trascendente e infine al metodo rappresentato da una scelta di processo concretizzata da tre momenti: vedere, giudicare ed agire. Infine per terminare il discorso con la certezza di avere dato una seppur breve, ma completa chiarificazione del significato di dottrina sociale della Chiesa, possiamo aggiungere che essa possiede una triplice dimensione teorica, storica e pratica che si esprime nei tre elementi che la costituiscono, cioè, i princìpi permanenti, i criteri di giudizio e le direttive di azione.

IL CREDO
Il Credo infine  è l’elemento unificante della visione cristiana e cattolica più profonda perché chi dice: « Io credo », testimonia di aderire a ciò che la Chiesa crede e quindi realizza una comunione nella fede che richiede un linguaggio comune della fede, normativo per tutti e in grado di unire nella medesima confessione di fede tutti gli uomini che vi prendono parte. Il fatto di appartenere alla Chiesa Cattolica significa di per sé discendere da una comune radice ed espandersi come disegno di resurrezione contro ogni oppressione e sfruttamento umano in una sfera di libertà che misura la dignità intrinseca di ogni essere umano. Il credo è una espressione squisitamente cattolica che riunisce ed accomuna l’uomo in un profondo messaggio di fraternità e di eguaglianza contro tutte le divisioni ed i settarismi che l’essere umano nelle sue concezioni storiche a difesa di interessi parziali ha operato nel corso della storia. Pertanto il Credo che papa Francesco è pronto a recitare come testimonianza del suo cattolicesimo rappresenta il simbolo della fede che non deriva da opinioni umane, ma consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina completa della fede in un compendio  che racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento.
Il Papa lo ha testimoniato in questi giorni e …….gli Americani…. in questi giorni…… pare ne abbiano preso atto!


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