etica

"... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". (Dante, Inferno canto XXVI, 116-120).


domenica 2 marzo 2014

La Storia del Primo Silenzio Stampa nel Calcio



Quando i risultati non arrivano, quando il gioco non decolla, scatta immancabilmente il silenzio stampa da parte di giocatori e società per tenere lontano critiche e scocciatori.
Il silenzio stampa non è solo un modo drastico per difendere i giocatori dagli attacchi dei giornalisti, è soprattutto una sorta di amuleto portafortuna. Sapete come è nato il primo silenzio stampa nella storia del calcio?
Bisogna tornare indietro nel 1982, in Spagna. Dopo il deludente girone eliminatorio, gli azzurri di Enzo Bearzot decidono di non parlare più con i giornalisti. Le dure critiche, le voci sui ricchi superpremi ai calciatori e una battuta infelice su Rossi e Cabrini furono i motivi che determinarono la clamorosa decisione di sigillarsi la bocca, solo il capitano Dino Zoff era il portavoce dell'Italia durante il silenzio stampa.
LINK http://www.calcio-giocato.com 

CAPACITA’ DI  FARE SILENZIO……E’ ETICA?
Credo che questa mia riflessione forse incontrerà qualche difficoltà ad essere compresa da parte di chi è abituato solo a parlare senza freni. A dire tutto senza dire niente. A chi non serve conoscere gli argomenti.  Come  dice il proverbio:  “apre la bocca e le dà fiato!”  Ecco il problema che mi è sembrato più evidente rilevare da che Renzi ha ottenuto l’incarico di governo. Ora nonostante la fiducia ottenuta in tutte e due le camere  il presidente del Consiglio viene continuamente attaccato, deriso, svilito e soprattutto criticato in maniera passiva da chiunque abbia la possibilità di apparire in televisione, da Brunetta a D’Alema, da  Lilly Gruber  a Giovanni Floris  alle Invasioni barbariche.

TUTTI DIRETTORI TECNICI
Ciò che lascia di stucco è da un lato la volontà di fare di Matteo Renzi un extraterrestre della politica che con la bacchetta magica metta improvvisamente ordine nella nostra scena politica in pieno tracollo dal 1992. Dall’altra le critiche tendono a svilirne le possibilità dando giudizi di merito ancor prima che questo “giovane” neo-Presidente del Consiglio abbia cominciato ad agire. Certo è incredibile. Proprio come nel calcio gli italiani si improvvisano tutti direttori tecnici, tutti allenatori della migliore scuola. Tutti in grado cioè di dare le indicazioni più opportune oppure di esprimere critiche intrise di sciocchi pregiudizi e dietrologie che non si riesce a capire da quale falso ideologico derivino.
Tutti gli intervenuti dei diversi talk show, rilevano che nel suo discorso per richiedere la fiducia alle camere…. è mancato un chiaro impegno fiscale;…. ha indicato un importo deludente rispetto al cuneo fiscale,…. percentuale?...10 miliardi? Non ha dato i numeri relativi alla lotta all’evasione,…non ha detto dove andrà a prendere le risorse,….altri si domandano in continuazione come farà a rispettare i tempi che si è dato……e….mi verrebbe da aggiungere……perché non ha parlato della luna?!?!?! E la cosa assurda è che questi giudizi arrivano indistintamente sia da gente all’opposizione come da quelli del suo partito.  Il tutto veicolato da un “very low profile giornalistico” che mi indurrebbe a fare una distinzione tra “giornalisti” veri e professionali e gli “scoopisti” che hanno solo necessità di fare audience per rimanere “in busta paga”. Il prototipo più rappresentativo pare che sia il conduttore di quel programma su radio 24 che ha ridotto la cultura del dialogo e delle opinioni a provocazione, istigazione e vero turpiloquio mediatico. E di giornalisti veri, si può dire ormai che si contino sulla punta delle dita, a mio avviso tolti Bernardini, Gabanelli e Iacona la cui serietà è indiscussa e documentata, passando per un medio giornalismo di Formigli, si approda a tutta quella marea di scoopisti che si riconoscono, nei talk show strillati e dagli invitati, sempre gli stessi, messi in conflitto per fare attrazione da circo equestre. Si identificano poi dalla incapacità di porre domande “serie” finalizzate ad ottenere “risposte serie”. Si riconoscono dalle provocazioni di bassa levatura, fatte con sofisticate tecniche comunicazionali e di provocazioni che tanto piacciono all’inconscio telespettatore, ma che non chiariscono nulla. Questi scoopisti poi hanno trovato risposta anche in una voce politica di autorevole autoreferenzialità auto incensata:  il grande e astuto uomo d’apparato che qualcuno chiama con lo pseudonimo di “Baffino” il quale incalzato dallo scoopista di turno in televisione, alla fine, dopo le molte critiche si è risolto con malcelata riluttanza a dare fiducia al Governo Renzi. Non so perché lo abbia fatto, ma non credo certo perché fosse intenzionato a dargli un sostegno effettivo. Questa presa di posizione improvvisamente “buonista”  parrebbe invece, a mio giudizio, molto più rivolta ad una aspettativa di fallimento: come si dice in gergo “per farlo bruciare” più che ad una visione politica lungimirante. E’ a tutti noto infatti che, al di fuori della struttura, degli interessi e giochi di partito, il politico in parola, non ha mai manifestato interesse per il bene comune propriamente inteso. Eppure da molti viene reputato la migliore intelligenza politica….dell’ex PCI..un uomo d’apparato che però, molto più verosimilmente, morto “Belzebù” è rimasto il solo a rappresentare quella prepolitica partitica che, visti i fatti di cui si è reso protagonista (due per tutti la bicamerale e la mancata legge sul conflitto di interessi) si può a ragione classificare della peggior specie. Un latore di un’etica politica di apparato dimostratasi del tutto personale e strumentale.

CHI E’ CAUSA DEL SUO MA...
L’unico che a mio avviso in tale contesto sarebbe abilitato allo sproloquio nei confronti di Renzi, perché l’ha sempre fatto sin dalla nascita, è il M5S, che giustamente non avendo altro da dire se non parolacce ingiurie e false indicazioni elettorali, politiche e costituzionali, sarebbe quanto meno giustificato, pur se biasimato, perché sta pian piano implodendo e nel decretare le “espulsioni” si sta tessendo, con inesorabile, inconsapevole e pertinace ignavia politica, una ingloriosa meritata fine. Questo grazie alla tracotanza saccente ed intollerante di tutti coloro che si “nascondono” dietro la Rete, dietro il social network. Ciò che si evidenzia è lo sgonfiarsi giorno dopo giorno, con “grande delusione” della bolla montata da un Comico il cui intento non appare e non può essere certo politico. Il Comico riempie le piazze per  far divertire il pubblico che paga il prezzo del biglietto che lui immancabilmente incassa. Questa è la realtà, probabilmente, come tutte le realtà italiane, ciò che sta dietro la sua posizione verrà fuori completamente solo tra una decina d’anni, quando questo Movimento avrà fatto la fine della Lega, rimasta solo un’accozzaglia di intolleranti ideologie “da tornaconto”, ben mascherate da posizioni contrabbandate per politiche: l’evidenza dei fatti ed il fallimento del titolo quinto o meglio del federalismo fiscale, coniato dall’ignoranza dei concetti che informano la parola “federalismo” in termini politici, ce lo dimostra. Come tutti i sassi scagliati in aria, anche queste posizioni sono destinate a ricadere sulla testa di chi le ha inopinatamente, se non per interessi personali espliciti o impliciti, fomentate strumentalizzando a volte l’ignoranza della gente. A volte invece tradendo la buona fede degli elettori, ma a volte, e anche la Lega lo ha dimostrato nella sua storia, perseguendo il miraggio della distribuzione, occulta e dittatoriale, di prerogative, privilegi e benefici che poi in realtà, non avevano nulla di diverso rispetto ai partiti istituzionalmente derivanti dal vecchio C.A.F. come l’attuale M5S, se non il tradimento di una condotta “a favore degli elettori”. La storia fortunatamente si muove su dati di fatto e chi sa leggere questo “data base” può facilmente prefigurarsi quale potrà essere la fine di chi, ponendosi come paladino alla “Masaniello” non fa in realtà che vendere per un proprio interesse, naturalmente non manifestato, falsi sogni al “Socialcybermaket” della politica, invitando “gli ignari” o gli “arrabbiati” che purtroppo non sanno o non vogliono capire che la politica “inizia dal basso del proprio comportamento etico” a piantare i “pionocchieschi zecchini d’oro” per ottenere future ricchezze dalla pianta che nascerà!!!

IGNORANZA POLITICO-ISTITUZIONALE
Tutti parlano della non legittimazione di Renzi, a cominciare da Berlusconi, perché non è stato eletto dal popolo. Ma la Costituzione italiana essendo molto avanzata rispetto alle altre, non prevede che il capo del governo debba essere necessariamente un parlamentare. Deve essere una persona in grado di costituire una squadra di amministratori competenti che sappiano condurre la realtà del Paese verso lo sviluppo. Allora perché i mass media danno spazio a coloro che con “ignoranza piena” si sgolano a parlare di illegittimità. Poi se proprio si vuole parlare di illegittimità pensiamo a M5S che  attraverso la rete con un massimo di 30 mila contatti (nessuno sa quanti siano duplicati, almeno non ci è dato di sapere) si permette di fare politica istituzionale! Ma chi legittima le decisioni di M5S? Forse Grillo e Company non hanno pensato che la legittimazione agli eletti del loro movimento è stata data dalle migliaia di elettori che li hanno scelti sull’onda della protesta e che giorno dopo giorno, magari uno alla volta si stanno rendendo conto che sono gli unici responsabili dello sfacelo che sta montando nelle nostre istituzioni? Quanti si stanno pentendo di aver votato M5S? Al momento alla televisione non interessa rilevarlo. In certi momenti mi sentirei critico verso queste persone, poi facendo una riflessione più accurata mi rendo conto che sono stati “fregati” nella loro buona fede. Hanno creduto che un movimento di protesta, una volta entrato nelle istituzioni fosse in grado di costruire con il dialogo. Mi viene da pensare a ciò che diceva Leonard Boff del capitalismo. Diceva che molti pensano che possa esistere un capitalismo dal volto umano, ma diceva Boff, questa è pura utopia! Dava infatti come spiegazione, questa immagine: “credere che possa esistere un capitalismo dal volto umano è come credere che limando i denti ad un Lupo lo si possa far diventare un pastore tedesco!!” Allora? Come andrà a finire? Io ritengo che sia molto importante una riflessione politica ponderata. Noi abbiamo bisogno di una ripresa vera, ma innanzitutto del consenso degli animi, delle convinzioni e della fiducia della gente. La disoccupazione, la gestione dello stato, la corruzione dilagante,  il costo della politica, la necessità di riequilibrare il potere centrale rispetto allo strapotere regionale, la riforma del titolo quinto della costituzione e tante altre problematiche necessitano di idee concrete e di consenso consapevole. Qui invece la cosa che si evince a trecentosessanta gradi è che ciascuno vuole avere il suo spazio, la sua considerazione, il suo piccolo orticello da coltivare. Nessuno sembra disposto a fare un passo indietro. Si parla addirittura di nuovi movimenti, di nuovi gruppi parlamentari rivenienti da accordi tra “delusi” ed “espulsi”. Tra i “parassiti” di Grillo ed i “nostalgici” del governo Letta. A mio avviso sarebbe auspicabile che, "tranne Grillo” come ho detto, tutti gli altri che vogliono costruire e non distruggere questo Paese farebbero meglio ad osservare un silenzio stampa, un silenzio televisivo, un silenzio mediatico. 

PERCHE’ IL SILENZIO?
Perché il silenzio stampa è quello che conduce alla vittoria. Perché il silenzio è quella dimensione di umanità che sa impiegar il capitale tempo per costruire. Nel silenzio si trova la profondità del pensiero. Nel silenzio si riscopre l’equilibrio della pace, nel silenzio si può ascoltare l’altro anche se non parla. Tale dimensione del silenzio deve essere ben compresa: non significa rinuncia alla parola, bensì scelta interiore che dà senso alla parola. Se si saprà rispettare il silenzio, la componente etica che lo accompagna permetterà anche agli oppositori di contribuire alla costruzione del futuro valutando senza influenze negative, senza l’arroganza che aggredisce mortalmente l’altro, senza la superbia che attraverso la vanità delle parole tende a stabilire un dislivello personale, sociale e culturale. Senza l’orgoglio infine che attraverso la parola indica la convinzione di essere l’unico a conoscere tutto, a possedere la verità e quindi a non accettare di essere ammaestrato da un altro, di essere discepolo anche per un solo istante, non dell’altro, ma della verità che l’altro propone come relazione umana.  Nel silenzio quindi, nel saper tacere, c’è quella dimensione di umiltà e di mitezza che rende l’uomo grande nella sua dimensione personale e lo conduce, nel rispetto reciproco verso il bene comune.

sabato 22 febbraio 2014

IMPROVVISAZIONE


"Vi sono certe nazioni europee in cui l’abitante si considera come una specie di colono, indifferente al destino del luogo che abita. I più grandi cambiamenti si verificano nel suo paese senza il suo concorso; non sa nemmeno cosa, precisamente, sia avvenuto; lo sospetta, ha sentito raccontare l’avvenimento per caso; peggio ancora, la fortuna del suo villaggio, la pulizia della sua strada, la sorte della sua chiesa e del suo presbiterio non lo toccano affatto; pensa che tutto questo non lo riguardi assolutamente, che appartenga ad un potente straniero che si chiama governo. Quest’uomo del resto, benché abbia fatto un sacrificio così completo del suo libero arbitrio, non predilige, più di un altro, l’obbedienza. Si sottomette, è vero, al beneplacito di un funzionario,; ma si compiace di sfidare la legge, come un nemico vinto, appena la forza si ritira. Così lo sivede incessantemente oscillare tra servitù e licenza".
(A. de Tocqueville, La democrazia in America 1°-I-5 p.116 in J.J. Chevallier “Le grandi opere del pensiero politico” ed. il Mulino Bo, pag. 310)




RENZI E L’IMPROVVISAZIONE…..DOV’E’ L’ETICA?
Ho aspettato con impazienza a scrivere questa riflessione perché avrei voluto semplicemente non scriverla. Almeno oggi. Purtroppo a nulla serve scrivere post, dare indirizzi e indicazioni su come la politica debba essere interpretata in maniera corretta dagli uomini che si propongono come politici, cioè come uomini capaci di raggiungere il bene comune. Più passa il tempo più cambiano i governi, più ci si rende conto che gli uomini politici che la nostra società produce non sono all’altezza del loro compito. Siano essi politici o tecnici. Purtroppo questo accade ormai dal lontano periodo degli anni di piombo, e per dirla in breve, dalla scomparsa del più grande statista italiano dopo De Gasperi: Aldo Moro. Allora la politica nonostante certi aspetti loschi e conniventi con forze mafiose, scoperti in seguito; connivenze con sistemi di corruzione, aveva ancora degli esponenti con capacità e competenze in grado di guidare il paese. Poi negli anni ’80 del secolo scorso con l’affermarsi del C.A.F. la politica lasciò la ribalta al malaffare generalizzato, alla politica corrotta ed imbelle. Gli italiani persero di vista la loro capacità di costruire e abdicarono i loro poteri di scelta politica all’improvvisazione.

IMPROVVISAZIONE
Improvvisazione della Lega; improvvisazione di Forza Italia; improvvisazione della scomparsa della DC spezzettata in correnti di cui, per pudore, è meglio non ricordarne i nomi; improvvisazione della trasformazione del PCI in PDS in DS;
per non dire improvvisazione nella creazione del PD;  improvvisazione di nuovi protagonisti presi da ogni dove pur di mantenere poteri e poltrone da parte di gente che è stata seduta almeno in una delle due camere per diverse legislature. La politica che vedeva le crisi nell’avvicendamento di governi balneari, aveva comunque una ragione di essere. Il ventennio fascista era stato troppo cruento e duro  perché ci fosse ancora qualcuno che potesse invocare di nuovo un “governo forte”. 

I PARVENUS DELLA POLITICA
Poi con l’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica ci si è trovati di fronte ad una realtà di “parvenus” della politica, ciascuno intento a ottenere privilegi, soldi e poltrone per se e per i propri amici attraverso tipi di manovre incredibilmente spericolate che non hanno risparmiato alcun settore della vita economica del Paese attraverso privatizzazioni e svendite del patrimonio dello stato sia immobiliare che mobiliare e fondiario. Il tutto con la scusa di risanare il bilancio pubblico. Si è venduto di tutto e di più. Aziende pubbliche che avevano sempre funzionato, in maniera anche invidiabile sotto certi aspetti, improvvisamente sono divenute solo centri di spesa con stipendi  e buone uscite stratosferiche per dirigenti sempre più conniventi e connessi con interessi partitici. Solo per fare qualche nome: Alitalia, Ferrovie dello stato, Autostrade, Telecom Assitalia, ed altre società con cui potremmo formare una lunga lista. Ma a tutto ciò si unisce il mondo delle privatizzazioni bancarie e del cosiddetto federalismo fiscale “madre di tutte le corruzioni” con manovre sempre più clamorose ad opera dei consigli regionali, terreno di spartizioni di soldi pubblici che ha dato vita ad una nuova ondata di malversazioni, inchieste, indagini e arresti dopo Tangentopoli. L’eredità lasciata da tangentopoli ha creato una voragine di spesa che neanche una pressione fiscale intorno al 43% è riuscita non a fermare, ma almeno a limitare.

L’ETICA
Ma qual è l’origine di tutto? Ritengo che sia la mancanza di etica, vale a dire quella mancanza di coscienza del rispetto delle regole che ha legittimato ciascun cittadino che per un qualsiasi motivo si trovi in una posizione di preminenza, di forza o di privilegio di fare ciò che ritiene più opportuno in merito a Regole e soldi pubblici. Ciò che più mi rattrista è che pur di ottenere soldi e privilegi nonché appalti da sfruttare, sono stati cinici  approfittatori anche sulle tragedie del terremoto. A tutto ciò si aggiunge quella componente più deleteria della politica che è l’improvvisazione a cui accennavo sopra. In termini concettuali questa parola improvvisazione significa capacità di inventare qualcosa sul momento, con esiti, a volte, di bravura virtuosistica, più spesso di approssimazione e di superficialità (voce del dizionario Coletti). Ecco quindi la componente distruttiva del nostro sistema. Abbiamo visto che questa improvvisazione è stata a lungo giocata da colui che per vent’anni ha portato il paese allo “sfascio”; la stessa improvvisazione è stata giocata dal Governo Monti, così come l’improvvisazione è stata l’illusione del premier Letta. L’unico che pur accusato di tante “malefatte politiche”, ma che in realtà si è sempre mosso in maniera istituzionalmente coerente è stato sempre il Presidente della Repubblica. Nonostante le accuse improvvisate dal “parvenu Comico” che guida un Movimento che avrebbe potuto incidere sulla vita del nostro Paese, il Presidente si è mosso in anticipo cercando di prevedere le mosse da fare e gli scenari che si sarebbero prospettati.  Ha fatto il suo dovere, checché insinui il giornalista Friedman, il quale a mio avviso farebbe meglio ad interessarsi dei problemi del suo Paese invece di fare soldi sulla dietrologia del nostro. Molti come lui dicono che il Presidente non sia stato di terzietà nel sistema, ma ciò non fa altro che avvalorare la loro “ignoranza dei meccanismi costituzionali” che io ho tentato più volte di spiegare in questa sede. Friedman  e Grillo evidentemente non leggono questo blog!

MATTEO RENZI COME IMPROVVISA!
L’improvvisazione purtroppo non è ancora finita, attualmente oltre alla continuità nell’M5S, si concretizza con Matteo Renzi. Quest’ultimo che appare essere l’ultimo nostro baluardo, purtroppo lascia a desiderare come politica: non si può pensare di andare a fare il Capo del Governo andando ad improvvisare la lista dei ministri. E’ inconcepibile che un premier intelligente faccia un errore così ingenuo di fronte ad una realtà così difficile e impegnativa. Perché improvvisare una squadra di governo? Ma che bisogno aveva di fare il governo in tre giorni servendosi degli SMS a detta di Fabrizio Barca, quando ha avuto almeno un anno per programmarsi la squadra. Un uomo che ha la forza nel proprio partito e che suscita l’interesse dell’opposizione berlusconiana perché sceglie una squadra all’ultimo minuto? Una squadra anche se composta da fuori classe ha bisogno di conoscersi, di capirsi e di affiatarsi. Aggregarla in questo modo non dà garanzie per il suo funzionamento futuro, se non nella capacità del capo di guidare la compagine. Il governo di uno stato, non nazionale, ma europeo, ha bisogno di competenze, certo, di capacità senz’altro, ma ha bisogno di stile, di riconoscimento ineludibile e questo non lo si riscuote da un giorno all’altro! Possibile che Renzi non abbia capito che, in tutta buona fede, la sua faccia non ha alcuna valenza per il futuro del Paese? Il futuro del paese ha bisogno di gente che sappia fare il lavoro politico, che sia preparata per affrontare le differenti problematiche governative.  Ha bisogno di gente che sappia creare posti di lavoro e rilanciare il Paese. Che sappia prendere la valigia e andare a perorare la causa dei marò direttamente, non per i marò soltanto, ma per il fatto che l’Italia è accusata dall’India, con la legge invocata, di essere un Paese terrorista!  Ci vuole un premier che sappia ristabilire l’organizzazione della spesa pubblica con un ministero vero dei rapporti con le regioni, che sappia controllarle in termini di potenzialità territoriali. Il rilancio del Paese passa da lì. Anche Renzi non legge questo Blog, altrimenti avrebbe chiari i 16 punti espressi per il rilancio del Paese. Un premier che non doveva fare il totoministro dell’economia all’ultimo momento, senza idee. Il ministro dell’economia e dello sviluppo doveva essere scelto e curato nei suoi programmi, almeno con un anno di anticipo rispetto alla nomina. Oltretutto c’è anche il problema del semestre europeo….occorre saper parlare almeno Francese Inglese e Tedesco. Bisogna saper suscitare rispetto a livello nazionale e internazionale per un Paese che ha subito l’onta di far parte dei PIIGS. L’improvvisazione è un problema del nostro tempo della nostra Società Liquida come ci ha insegnato Zigmut Bauman ed in politica Renzi ne è un esempio. Una cosa vorrei comunque sottolineare a coloro che dicono che Renzi è sotto la tutela di Napolitano. Chi la pensa così forse non sa che la nomina del Capo del Governo spetta al Presidente della Repubblica, nella sua piena discrezionalità? La scelta di Renzi non è stata improvvisata, è stata provocata, così come lo fu quella di Monti, dallo scenario negativo che i precedenti premier  (Berlusconi e Letta) non riuscivano a ribaltare. Da notare comunque che  Letta ha dato le dimissioni non perché sfiduciato dalle camere, ma perché sfiduciato dal suo partito e quindi non doveva che rimettere il mandato al Presidente senza doversi recare in Parlamento. La decisione è stata sua e del suo partito. E’ stata personale e non istituzionale. Quindi il passaggio a Renzi è stata una mossa istituzionalmente corretta. Il Presidente infatti nomina il Capo del Governo che sceglie e propone la sua squadra di governo. A tale atto deve seguire la fiducia delle camere.  Ma questa è un’altra cosa.

IMPROVVISAZIONE E FUTURO
Quindi tornando al nostro discorso per concludere, da un lato abbiamo una improvvisazione di un movimento che ogni giorno diviene sempre più pericoloso, sia per l’ignoranza politica espressa dai suoi componenti specialmente dei dirigenti. Se il Movimento non vuole dialogare in parlamento, tramite i suoi esponenti lì presenti, non doveva neanche presentarsi alle elezioni. Doveva fare come è sempre stato una opposizione extraparlamentare. Una volta presentato alle elezioni e ottenuto rappresentanti in parlamento, deve sapersi muovere nelle sedi istituzionali della politica. Invece ciò che si avverte chiaramente è una sua volontà generalizzata di distruzione istituzionale. E il problema che i seguaci, soprattutto quelli giovani privi di esperienza e di cognizioni storiche non capiscono, è che a distruggere si fa presto, ma poi occorre ricostruire e quelli che rifiutano il dialogo, che offendono tutti, con sproloqui verbali ed ingiurie, offendono anche la povera gente illusa dalle parole ammalianti di un comico emarginato divenuto per rivalsa un “Masaniello”. Sanno distruggere ma poi chi ricostruisce? Quelli che hanno votato il Movimento credendo che potesse gestire la protesta e con essa il cambiamento, in realtà stanno ripercorrendo in maniera pari pari ciò che avveniva nel corso degli anni 20 del secolo scorso e che condusse poi al ventennio fascista.  Così da un lato l’improvvisazione renziana si troverà  non solo conflitti interni al partito, ma certamente anche interni alla compagine di governo, e, in parlamento con le ancora “larghe intese”. Il tutto generato da una logica impossibilità di fare tutto e in breve: riforma elettorale, del lavoro, della spesa pubblica, della costituzione e chi più ne ha più ne metta. La politica purtroppo ha bisogno di tempi di negoziazione che forse il Sindaco di Firenze, con l’animo da imprenditore non conosce e non immagina, soprattutto in Europa. Dall’altro invece abbiamo l’atteggiamento del “tanto peggio tanto meglio”, della volontà decisa di distruggere per poter prendere il potere in maniera autonoma. Questa illusione ci porterà probabilmente a subire quello che i sociologi dicono da tempo: “Le dittature che vivremo in questo secolo, ancorché incruente, faranno impallidire quelle del secolo scorso e tutto ciò per ignoranza….ecco l’origine dell’improvvisazione e quindi della mancanza di etica.