etica

"... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". (Dante, Inferno canto XXVI, 116-120).


lunedì 13 gennaio 2014

CORSO ISTITUZIONALE DI ETICA-SOCIO-POLITICO-ECONOMICA - PROGRAMMA 2013-2014


Il Comitato di Promozione Etica Onlus comunica che sono aperte le iscrizioni al corso istituzionale di Etica socio-politico-economica. 

Il corso giunto ormai alla sua 12^ edizione si svolgerà nel secondo semestre dell'anno 2014, a partire dal 4 febbraio al 24 giugno 2014 tutti i martedì dalle ore 18,30 alle ore 20,15, presso  lo Studio Legale De Pamphilis (CAF) in Largo Spartaco n.2  (fermata metro A  Numidio Quadrato) o alternativamente, secondo il numero di partecipanti, presso la sede della Società 4metx srl e del Comitato in Via Tuscolana 352 fermata Furio Camillo Metro A) come da allegato programma. 

Il corso si sviluppa in un incontro introduttivo e 19 lezioni (40 ore complessive). Il corso Istituzionale di Etica socio-politco-economia rilascia un diploma di frequenza e profitto (per coloro che sosterranno l'esame finale) che permette il riconoscimento di 5 CFU ed inoltre è valido per lo svolgimento di una nuova professione "certificatore etico" come previsto in un apposita Proposta di Legge n. 2933 presentata presso la Camera dei Deputati in data 13 novembre 2009 ma non ancora discussa e da reiterare nella presente legislazione. 


Tale progetto prevede infatti che lo svolgimento dell'attività di certificazione etica, all'interno della Società di certificazione etica, potrà essere svolta da coloro che hanno conseguito diplomi di etica socio-politico-economica rilasciati dal Comitato. 

Collegandosi al sito www.certificazionetica.org si può scaricare la scheda di iscrizione al corso, oppure rivolgendosi alla mail  segreteria@certificazionetica.org.
Ulteriori chiarimenti possono essere richiesti alla Segreteria del Comitato ai numeri:  3341281175, oppure al  Cell. Presidente 3358121273.

Titolo del Corso scelto dal Presidente, Prof. Romeo Ciminello è "L'ipometria coscienziale":

Il corso mira ad insegnare come leggere il segno dei tempi in una visione etica adeguata. 
Al mondo d'oggi notiamo infatti come, nella valutazione dei comportamenti, si impone un perentorio confronto etico sui temi esistenziali, la cui diffusione non sembra essere appannaggio delle istituzioni, né della società, e né tanto meno della politica.....per non dire dell'economia e della finanza che mirano ad altri subdoli obiettivi rispetto alla ragione  della loro esistenza. Il risultato è la recrudescenza della crisi in atto che ci sta distruggendo non solo il presente ma anche il futuro: crisi che comunemente si indica come finanziaria ma che in realtà è crisi etica, distorsione morale e allontanamento anche dai più semplici principi  di onestà comportamentale.
Una crisi progettuale che pare irrimediabile  che non parrebbe sanarsi neanche dopo le prossime 2 o 3 tornate elettorali, interne od europee che siano. Il corso perciò si pone come obiettivo di responsabilizzare e spingere ciascuno alla partecipazione vera al tessuto socio-politico-economico per fornire il proprio apporto onesto e disinteressato al rinnovamento etico del nostro Paese e dell'Europa intera. Al di là delle lobby e dei diversi gruppi di potere che si coalizzano per supportare i propri interessi del mondo globalizzato, chiunque è chiamato ad impegnarsi sul piano intellettuale e pratico per comprendere gli scenari. Ancor di più per capire come le strutture organizzative di questo mondo devono essere guidate per evitare che divengano strutture di peccato ed è quindi necessario scegliere con coscienza un periodo adeguato di apprendimento e formazione sui temi etici come lo offre questo corso.

Prof. Romeo Ciminello 





PROGRAMMA DEL CORSO 2013-2014

PROGRAMMA DI ETICA SOCIO-POLITICO-ECONOMICA

MOVIMENTO LAVORATORI DI AZIONE CATTOLICA
in collaborazione con il
COMITATO DI PROMOZIONE ETICA
 4METX SRL
KONSUMER ITALIA
ed i professori della
PONTIFICIA UNIVERSITA’ GREGORIANA
(Facoltà di Scienze Sociali)
e della
PONTIFICIA UNIVERSITA’ ANTONIANUM
(Facoltà di Teologia)

Ogni anno il MLAC di Roma, svolge una mirata attività formativa delle coscienze effettuata istituzionalmente sin dal 1996, iniziata presso la sede di Via della Pigna 13/a e poi dal 2003 continuata per mezzo del Comitato di Promozione Etica Onlus anche in altre Sedi, con molti convegni, corsi e manifestazioni.
Il Comitato espressione chiara e sostanziale del MLAC ha approfondito e consolidato il proprio operato grazie anche alla collaborazione di alcuni docenti delle Pontificie Università Gregoriana e Antonianum, facendo avvicinare all’Azione Cattolica molti lavoratori e persone scettiche.
Anche quest’anno nel perdurare della situazione di crisi finanziaria scoppiata nel settembre del 2008, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC) di Roma, in collaborazione con il Comitato di Promozione Etica, la Società 4metx srl, i professori della Pontificia Università Gregoriana e della Pontificia Università Antonianum, e l’Associazione dei consumatori Konsumer Italia terrà, presso la sede dello studio Legale De Pamphilis (CAF) di Largo Spartaco, 2   - Fermata metro A di Numidio Quadrato (o secondo il numero degli iscritti presso la sede della 4METX srl in Via Tuscolana 352 o in altra sede, facilmente raggiungibile,) uno specifico Corso di formazione, in 20 incontri, (40 ore), aperto a tutti coloro che intendano fare un itinerario formativo di “Etica socio-politico-economica” attraverso il quale incrementare il dialogo con le diverse espressioni sociali, politiche, economiche e culturali, nazionali e internazionali, presenti nei propri ambienti di riferimento.
Un corso specifico, aperto a tutti coloro che intendano fare un vero itinerario formativo di “Etica socio-politico-economica” dato che l’etica è un argomento trattato da tutti, ma realmente compreso e promosso da pochi, e soprattutto ripetutamente abusato come veicolo di credibilità dai molti che cercano di mettere in mostra questa attitudine, seppur inesistente, per rendersi  migliori “rifacendosi la facciata”.
Il corso intende fornire ai partecipanti quegli strumenti necessari per ubicarsi concretamente nei principi etici fondanti dell’essere umano e nella coscienza avvertita delle sue espressioni socio-politico-economiche con un progetto di istruzione e formazione che miri a diffondere l’etica a tutti i livelli privilegiando le problematiche più complesse degli ambiti socio-politico-economici dell’Europa in costruzione nell’ambito della globalizzazione. Una particolare attenzione verrà posta nella presentazione dei vari aggregati di Stati come G8, B.R.I.C.S. e C.I.V.E.T., nonché alla situazione di crisi dell’Eurogruppo che si ripercuote su tutti i partners divisi in buoni  Germania, Lussemburgo, Finlandia, e Olanda in forse, dato che sta per perdere la tripla A e cattivi cosiddetti P.I.I.G.S. (Portogallo, Irlanda Italia, Grecia e Spagna) e a turno demonizzati con riferimento all’andamento dello spread.
L’intento perciò è quello di diffondere un rinnovato bisogno di etica negli ambiti comportamentali, necessario alla costruzione del cittadino dell’Unione Europea e delle istituzioni internazionali la cui conoscenza verrà approfondita con particolare riferimento a quelle europee nonché delle diverse iniziative educative da attuare per la diffusione della consapevolezza dei principi etici propri della persona umana come della società.
Conoscenze e comportamenti etici che oggi specialmente, nel decadimento attuale dobbiamo rivisitare nella nostra società, nella politica e soprattutto nella finanza etica e che possano ridare vigore al tessuto di fiducia sociale ormai sfilacciato dalle ricorrenti crisi a spese soprattutto dei più deboli, degli emarginati e degli anziani.
Questo perché, nella nostra cultura, la visione economica dell’uomo moderno è ancora fondata sulla convinzione che sviluppo e progresso possano realizzarsi solo per mezzo del capitalismo e dell’accumulazione e pertanto lo sforzo di tutti i Paesi, siano essi sviluppati, emergenti o in via di sviluppo, è rivolto verso la sola crescita economica, a prescindere dalle sue conseguenze. Si dimentica infatti che l’economia non è struttura a se stante ma si fonda sulla natura sociale e politica dell’essere umano. Anche se alcuni autori teorizzano la cosiddetta “Decrescita”, in realtà occorre fare un salto di paradigma che permetta di capire che l’equilibrio tra i contrari non esiste, ma si trova solo nella volontà di contribuire da parte di ciascuno alla crescita vera, cioè quella integrale dell’uomo e della società, senza fermarsi esclusivamente all’aspetto del profitto economico finanziario o monetario.
Comunque una forte spinta alla crescita economica potrebbe anche essere giustificabile se non ci fosse l’aggravante delle malversazioni, delle truffe finanziarie e delle corruzioni a livello politico, messe in evidenza dalla sconvolgente attualità, vissuta oramai quotidianamente e a livello sistemico, le cui radici però affondano in una chiara mancanza di etica comportamentale sviluppatasi a partire già dagli anni ’80 del secolo scorso. Stiamo vivendo così una notte del capitalismo ed una ipnosi della coscienza sociale che purtroppo non presagisce facili soluzioni. 
Quindi, anche se crescere economicamente non significa automaticamente “migliorare” la propria qualità di vita, e quindi di sviluppo, si impone comunque, anche soprattutto per coloro che si professano cristiani, purtroppo e sempre come priorità, di continuare a produrre e lavorare per raggiungere solo traguardi di ricchezza e benessere economico che, dietro l’aumento del PIL, celano a volte situazioni di conflitto e distruzione, la cui sofferenza e disagio vengono, seppur cinicamente, giustificati con il tributo che si deve pagare per lo sviluppo che ne consegue a livello economico. Non ultimi il grande problema dell’ILVA a Taranto e dell’inquinamento ad opera della Caffaro a Brescia per il nostro Paese, dove il dibattito invece che sul miglioramento ecologico si è spostato sulla contrapposizione di inquinamento a disoccupazione, come se non ci fossero altre possibili soluzioni. Per non parlare del “biocidio” nel Lazio, causato dalla discarica di Malagrotta, e a Colleferro ed infine dai rifiuti tossici di Giugliano e nella zona tra Napoli e Caserta divenuta la terra dei fuochi, la cui attività criminale è stata sanzionata anche a   livello penale.
Tutto ciò perché la politica, quando non totalmente assente, è divenuta ostaggio della finanza e la politica economica mondiale, che affoga in un debito globale di 49 mila miliardi di euro, è divenuta un ambito “creativo” appannaggio di gruppi partitici, di club bancari e di poteri forti avulsi dal bene comune che ci fanno temere per la prossima bolla finanziaria causata dalle cartolarizzazioni delle carte di credito che si attende che scoppi da un momento all’altro. Senza riferirci alle aberrazioni introdotte dal Flash-trading e dallo Shadow-Banking.
Poiché la politica ha abdicato da tempo ormai, in favore della finanza, e lo sviluppo democratico in favore del sistema bancario, sembra non esserci più posto per le decisioni umane: tutto è funzione economica o meglio da considerare in termini finanziari e speculativi. La crisi iniziata nel 2008 ne è un esempio tangibile soprattutto perché è assente la componente progettuale dell’essere umano, l’unica che può esprimere volontà e capacità di cambiare le cose.
Per ovviare a tale sconcertante visione viene data, a chi partecipa al corso, l’opportunità di fermarsi a riflettere e provvedere alla corretta formazione della propria coscienza e del proprio senso critico con uno studio della realtà contingente sostenuto da esperti docenti. Il corso di lezioni infatti si avvale del contributo di persone (professori universitari, esperti, teologi, imprenditori ecc.) chiamate ad intervenire, in modo da creare non solo un campus di approfondimento scientifico, ma anche un interessante e singolare forum di discussione sui principi promossi dall’Insegnamento Sociale Cristiano.
Il programma si propone di creare una coscienza personale che sappia discernere in maniera obiettiva i limiti della libertà e della responsabilità individuale nonché collettiva, attinenti alle decisioni comportamentali di ordine socio-politico-economico. L’Enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, ne ha tratteggiato il perimetro e definito gli ambiti in maniera chiara per dare una linea guida a tutti coloro che vogliono porre il bene comune e la dignità dell’uomo al centro della propria strategia comportamentale e poi nel 2013 l’esortazione apostolica di  Papa Francesco Evangelii Gaudium, ne ha rafforzato la portata di responsabilità personale e sociale.
In tale contesto si proporrà anche un nuovo modello di sviluppo centrato su una rinnovata visione dell’economia sociale di mercato un nuovo modo di concepire l’antropologia umana tra stato mercato e terzo settore basato sulla nuova visione economica di B.J. Lonergan e sul manifesto di Economia dello Sviluppo integrale dell’Uomo promosso dall’Ecole d’Economie du développement del Congo RD presso l’Università Cattolica del Congo di Kinshasa in cui viene indicato anche come funziona un novo indice di sviluppo umano come l’I.P.I. (Indice di Potenzialità Inutilizzata) da affiancare se non contrapporre al P.I.L..
Ecco perché va sottolineato con forza il richiamo del Magistero ad un punto di riferimento costante rappresentato dai principi enunciati nella Dottrina Sociale della Chiesa: la ricerca continua della dignità dell’uomo e della sua promozione integrale rivolti alla creazione del Bene comune. Richiamo che diviene sempre più incessante e decisivo.
Pertanto, dopo un’introduzione ai concetti concernenti l’economia tradizionale e l’etica economica, si presentano gli scenari di riferimento relativi al sistema economico-finanziario in cui situare, con cognizione di causa, le fenomenologie più complesse e ricorrenti che la realtà quotidiana, attraverso i mass-media, ci propone.
Il percorso formativo si basa sull’analisi di concreti fatti socio-economici e politici contemporanei, da cui si ricostruiscono in maniera comprensibile, anche per i non addetti ai lavori, quei principi fondamentali dell’etica socioeconomica, nonché politica non sempre da tutti avvertiti, che sottendono le particolarità tecnico-operative degli eventi considerati.
Tra i casi analizzati: il debito internazionale, le politiche economiche, la globalizzazione finanziaria e le problematiche del lavoro; la responsabilità sociale dell’impresa, i rischi etici della Rete mediatica, i fenomeni speculativi, i beni confiscati nonché gli strumenti e gli obiettivi della finanza etica, la realtà del consumo ed infine il manifesto di economia dello sviluppo integrale dell’uomo.
Il Programma del corso di etica socio-politico-economica la cui quota di partecipazione è di 100 Euro permette l’iscrizione fino al 4 Febbraio 2014 data di inizio. (Per informazioni è possibile contattare la segreteria del “Comitato di Promozione Etica Onlus”: via e-mail segreteria@certificazionetica.org  ; info@certificazionetica.org ; oppure ai Tel. 06786165 o cell. 3341281175; Presidente cell. 3358121273.
Il corso si terrà nella Sala Riunioni dello Studio Legale CAF di Largo Spartaco n. 2 raggiungibile con la Metro A  fermata di Numidio Quadrato.
Il corso inizierà da martedì 4 febbraio 2014 e proseguirà ogni martedì fino al 24 Giugno 2014 (2 ore: 18,30-20,15). Il Corso prevede anche l’esame finale con rilascio di un diploma del valore di 5 CFU ed avrà il seguente calendario:




PROGRAMMA DI ETICA SOCIO- POLITICO-ECONOMICA
A.A. 2013-2014


4 febbraio 2014
Incontro introduttivo : Introduzione e contratto formativo
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-20,15)
Incontro introduttivo: Contratto Formativo

11 febbraio 2014
Prima lezione: Sistema Economico e Sistema finanziario: fondamenti etici e ruolo della politica
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-20,15)
1. Sistema Economico e Sistema finanziario: fondamenti etici e ruolo della politica
1.1 Il Sistema economico, suo funzionamento e implicazioni politiche; 1.2 il sistema monetario e sue regole di riferimento; 1.3 mercati reali e mercati finanziari; 1.4 sistemi di mercato: libera concorrenza, oligopolio, monopolio; 1.5 le cause della crisi del 2008; 

18 febbraio 2014
Seconda lezione Economia, Finanza Internazionale, Globalizzazione e Lavoro
(Dr. Marco Forte 18,30-19,15 e Prof.ssa M.Pia Susanna – Dr. Alessandro Baccelli 19,20-20,15)
2. Economia, Banche e Finanza Internazionale, Globalizzazione e Lavoro
2.1 L’economia internazionale; 2.2. Banche, finanza internazionale e crisi attuale (shadow-banking and flash-dealing); 2.3 la globalizzazione; 2.4 la new economy; 2.5 Unione Europea; 2.6 Le istituzioni europee; 2.7 I Problemi dell’Euro; 2.8 Il Problema del lavoro; 2.9 Economia sociale di mercato:nuovo modello di sviluppo; 2.10 Emigrazione e immigrazione, concetti, problematiche e flussi nel mondo.


25 febbraio 2014
Terza lezione Evoluzione del debito dei Paesi in Via di Sviluppo
(Prof. A.Claude Libakata 18,30-19,15 e D.ssa Vanesa De Martino 19,30-20,15)
3. Evoluzione del debito dei Paesi in Via di Sviluppo
3.1 Il problema del debito estero e sua evoluzione; 3.2 auto-alimentazione del debito; 3.3 Teorie dello sviluppo, posizioni politiche e politiche di aggiustamento; 3.4 impiego dei finanziamenti; 3.5 cooperazione allo sviluppo: ruolo della politica; 3.6 significato del condono del debito ai pvs; 3.7 Economia dello sviluppo e crescita economica; 3.8 Indici di sviluppo umano; 3.9 Distribuzione della ricchezza e concetti di povertà; 3.10 BRICS, CIVET ed altre aggregazioni emergenti;

4 marzo 2014
Quarta lezione Istituzioni Internazionali e Sovranazionali
(Prof.  Massimo Barra 18,30-20,15 )
4. Istituzioni Internazionali e Sovranazionali
4.1 O.N.U.; 4.2 F.M.I.; 4.3 W.B.; 4.4 W.T.O.; 4.5 I.L.O.; 4.6 I.C.R.C.; 4.7 FAO; 4.8 I.O.M.; 4.9 C.E.E.; 4.10 U.E.

11 marzo 2014
Quinta lezione Dottrina Sociale Cristiana ed etica applicata
(Prof.  P.J. Jelenic SJ  18,30-20,15)
5. Dottrina Sociale della Chiesa ed etica applicata
5.1 I principi etici nella DSC; 5.2 Significati dell’etica, fini perseguiti ed etica applicata; 5.3 Diritti umani; 5.4 Bene comune; 5.5 Solidarietà; 5.6 Sussidiarietà

18 marzo 2014
Sesta lezione Economia e finanza etica
(Prof. Stefano Magazzini  OFM 18,30-19,15 e Prof. Nicola Riccardi OFM 19,30-20,15)
6. Economia e finanza etica
6.1 DSC e Mercato; 6.2 Etica dell’economia; 6.3 Etica degli affari; 6.4 Finanza etica; 6.5 Concetti di investimento etico; 6.6. Consumo critico; 6.7 Banca etica; 6.8 Commercio Equo e solidale;

25 marzo 2014
Settima Lezione Impresa, Struttura Finanziaria e Creazione di valore
(Dr. Raffaele Pontesilli 18,30- 19,15 e Ing. Gabriele De Francesco 19,30-20,15 )
7. Impresa, Struttura Finanziaria e Creazione di valore
7.1 Bilancio, struttura finanziaria dell’impresa e margini finanziari; 7.2 creazione di valore o V.A.; 7.3 sistemi di valutazione di impresa; 7.4 sistemi di valutazione degli investimenti: concetti di project financing; 7.5 La qualità:i principi delle norme di qualità (ISO 9000:2000)

1 aprile 2014
Ottava Lezione Business ethics e Dotttrina Sociale: differenze di prospettiva
(Dr. Cesare Righi 18,30-20,15)
8. Business ethics e Dotttrina Sociale: differenze di prospettiva
8.1 Business ethics; 8.2 Codici aziendali di comportamento; 8.3 Governance dell’impresa; 8.4 Concetti di responsabilità Sociale e di Responsabilità Politica dell’impresa; 8.5 Comunicazioni sociali e Marketing etico; 8.6 Le virtù cardinali e l’imprenditore; 8.7 Partecipazione organica

8 aprile 2014
Nona Lezione Responsabilità sociale (CSR) e bilancio etico e certificazione etica
(Dr. Vincenzo Garaffa/Dr. Massimo Leone 18,30-19,15 e Dr. Ing. Giuseppe Repole 19,30-20,15)
9. Responsabilità sociale (CSR) e bilancio etico e certificazione etica
9.1 Rilegittimazione sociale dell’impresa; 9.2 Bilancio sociale e certificazione etica; 9.3 Etica delle scritture contabili; 9.4 Etica dei processi informatici; 9.5 Minacce e opportunità per l’impresa etica; 9.6 Etica ambientale; 9.7 Etica dell’impresa del terzo settore.

15 aprile 2014
Decima Lezione Etica Pubblica, Stato sociale e educazione alla socialità
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-19,15 - 19,30-20,15)
10. Etica Pubblica, Stato sociale e educazione alla socialità
10.1 I principi della Dottrina Sociale della Chiesa in campo politico economico e sociale; 10.2 La giustizia sociale: principi; 10.3 Educazione alla socialità; 10.4 Educazione alla legalità e principio Etico; 10.5 Etica nella vita politica; 10.6 Etica nella pubblica amministrazione; 10.7 Etica nell’iter formativo delle leggi; 10.8 Le lobby e controllo etico dei gruppi di pressione; 10.9 Pregiudizi e razzismo; 10.10 Capillarità sociale.


29 aprile 2014
Undicesima Lezione Valutazione etica del negoziato ed etica della conciliazione e della mediazione
(Prof. Giovanni Polizzi 18,30-19,15 e Prof. Romeo Ciminello 19,30-20,15)
11. Valutazione etica del negoziato ed etica della conciliazione e della mediazione
11.1 Teoria e tecnica del negoziato; 11.2 Principi etici innovativi del negoziato; 11.3 Conciliazione e mediazione; 11.4 Principi etici per la prevenzione dei conflitti; 11.5 Organismi di Conciliazione e di risoluzione stragiudiziale delle controversie ADR;

6 maggio 2014
Dodicesima Lezione Valutazione etica comunicazionale dei siti internet, Etica dell’ecclesiologia ed
ecumenismo religioso
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-19,15 e Prof.ssa Suor Maria Giampiccolo 19,30-20,15)
12. Etica dell’ecclesiologia ed ecumenismo religioso
12.1 Novità del Concilio Vaticano II; 12.2 Dichiarazione Nostra Aetate ; 12.3 Criteri di ecclesialità: gruppi, movimenti e associazioni; 12.4 L’ecclesiologia e suoi contenuti etici; 12.5 L’importanza della sinodalità nell’etica ecclesiologica; 12.6 Etica religiosa ed ecumenismo; 12.7 Tolleranza, razzismo pregiudizi.

13 maggio 2014
Tredicesima Lezione Intrecci delinquenziali in economia negli affari e nella finanza: speculazione e riciclaggio
(Dr. Marco Recchi e Ufficiali della G.F. 18,30-20,15) 
13. Intrecci delinquenziali in economia negli affari e nella finanza: speculazione e riciclaggio
13.1 La speculazione; 13.2 lo sfruttamento economico; 13.3 l’Usura; 13.4 Il riciclaggio del denaro sporco; 13.5 I Paradisi finanziari; 13.6 Il degrado ecologico; 13.7 Il fenomeno mafioso; 13.8 Casi di studio: Barings; Nike, Shell, Mc Donald’s Nestlè, Enron, Cirio, Parmalat; Lehman brothers; Amnistie e condoni; diversi casi di lavoro minorile, e sfruttamento; Isola di Nauru.

20 maggio 2014
Quattordicesima Lezione: L’esperienza di Libera, fenomeno e normativa dei beni confiscati alle Mafie
(Dr. Ferdinando Secchi  18,30-20,15)
14. L’esperienza di Libera , fenomeno e normativa dei beni confiscati alle Mafie
14.1 Lineamenti statutari e storici di Libera; 14.2 Attività ed organizzazione dei Presidi territoriali antimafia; 14.3 Cultura della memoria delle vittime di mafia; 14.4 normativa sulla confisca dei beni; 14.5 Esperienze di Libera sui beni confiscati; (casi di studio Terreni di Corleone; Borgo sabotino)

27 maggio 2014
Quindicesima Lezione Figure di spicco della realtà socio-politico-economica
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-19,15 e Prof. Oreste Bazzichi 19,30-20,15)
15. Figure di spicco della realtà socio-politico-economica
15.1 Pier Giorgio Frassati; Luigi Di Liegro, Giorgio Ambrosoli, Lorenzo Milani; 15.2 Jacques Maritain, Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Giorgio La Pira; Aldo Moro; 15.3 Giuseppe Toniolo, Adriano Olivetti, Angelo Costa, Nino Andreatta, Giuseppe Di Vittorio.

3 giugno 2014
Sedicesima Lezione Etica in internet e nelle comunicazioni sociali
(Dr. Costantino Coros18,30-19,15 e D.ssa Silvia Chiaramonte 19,30-20,15)
16. Valutazione etica comunicazionale e dei siti internet e nelle comunicazioni sociali
16.1 Il bene d’ordine Internet; L’etica nella comunicazione in rete; Problematiche e questioni etiche del digital-divide; 16.2 Metodo di valutazione dei siti internet;  16.3 Principi etici di riferimento nella comunicazione e nel processo di comunicazione;  16.4 Il Decreto “Inter Mirifica” sugli strumenti di comunicazione sociale; 16.5 Comunicazioni sociali che violano il bene della persona; 16.6 Le responsabilità nella comunicazione giornalistica/radiofonica/televisiva; 16.7 Etica nella pubblicità: benefici, danni e principi etici.

10 giugno 2014
Diciassettesima Lezione Finanza Comportamentale, Social lending, Crowfunding, Micro credito, Microfinanza ed Impact Finance
(Prof. Salvatore Cataldo 18,30-19,15 e prof. Mauro Liguori e Dr. Riccardo Petrocca 19,30-20,15)
17.La finanza Comportamentale e le nuove frontiere del credito e della finanza
17.1 Finanza comportamentale: concetti e prassi; 17.2 Social lending e Crowfunding; 17.3 Micro-credito e Micro-finanza; 17.4 Impact Finance; 17.5 Uso etico dei derivati.


17 giugno 2014
Diciottesima Lezione La nuova visione economica di B.J. Lonergan e  Il Manifesto dello Sviluppo integrale dell’Uomo
(Prof. Romeo Ciminello 18,30-19,15 e Dr. Aimé Claude Libakata 19,30-20,15)
18.La nuova visione economica di B.J. Lonergan e il Manifesto di economia dello swviluppo integrale dell’uomo
18.1 Medodo di lonergan; 18.2 Nuova visione del valore economico;  18.3 Proposta innovativa di Lonergan; 18.4 Scuola di pensiero di economia dello sviluppo integrale dell’uomo di Kinshasa: struttura ed obiettivi; 18.5 Nuovi indici di sviluppo integrale secondo la DSC.

24 giugno 2014
Diciannovesima Lezione Associazioni dei Consumatori ed associazioni di categoria: diritti e doveri
(Dr. Fabrizio Premuti 18,30-19,15  e Dr. Mauro Bussoni 19,30-20,15)
19. Associazioni dei Consumatori ed associazioni di categoria: diritti e doveri
19.1 Il codice dei consumatori e l’esperienza delle Associazioni; 19.2 Principali diritti dei consumatori; 19.3 Importanza delle Associazioni di categoria; 19.4 codici etici delle associazioni di categoria; 19.5 importanza degli organismi associativi delle imprese e dei consumatori nell’ambito della certificazione etica.


3 dicembre 2014
Esame
Esame finale
(Commissione)
(Prof. J.Jelenic, C. Righi, S. Magazzini, N. Riccardi, R. Ciminello)


Siti WEB:

Il Seminario di formazione è aperto a tutti coloro che sono interessati all’argomento; mira alla creazione di un dibattito formativo della coscienza etica delle persone, in ambito socio-politico-economico, fondata sulla D.S.C.; rilascia un attestato di frequenza a tutti i partecipanti e il diploma con voto di profitto per coloro che sostengono l’esame finale; ha un contenuto di crediti formativi pari a 5 CFU; è necessario per lo svolgimento della mansione professionale di “certificatore etico”; responsabile scientifico è il prof. R. Ciminello Docente incaricato dall’a.a. 2012-2013, presso l’Università Cattolica del Congo (RdC) Kinshasa, Facoltà di “Economia e sviluppo” nonché (dal 1994 al 2012) incaricato presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e già Professore a contratto dell’Università di Trieste (dal 1991 al 2005) (Presidente del Comitato di Promozione Etica Onlus); sarà tenuto da esperti del MLAC in collaborazione con alcuni professori della Pontificia Università Gregoriana, della Pontificia Università Antonianum, 4METX srl e con l’ausilio di qualificati interventi e testimonianze di operatori del mondo del lavoro, della politica, dell’economia, dell’impresa e della finanza.

Quota di iscrizione: 100 Euro
Per l’iscrizione (fino al 4 Febbraio 2014) ed informazioni è possibile contattare la segreteria del “Comitato di promozione etica”: via e-mail segreteria@certificazionetica.org; info@certificazionetica.org;
oppure al cell. 3341281175 o direttamente il Presidente rciminello@certificazionetica.org cell. 3358121273






giovedì 5 dicembre 2013

ETICA E PROSPETTIVE DI SPERANZA NELLO SVILUPPO INTEGRALE DELL’UOMO


Le grandi novità, che il quadro dello sviluppo dei popoli oggi presenta, pongono in molti casi l’esigenza di soluzioni nuove.
Esse vanno cercate insieme nel rispetto delle leggi proprie di ogni realtà e alla luce di una visione integrale dell’uomo, che rispecchi i vari aspetti della persona umana, contemplata con lo sguardo purificato dalla carità. Si scopriranno allora singolari convergenze e concrete possibilità di soluzione, senza rinunciare ad alcuna componente fondamentale della vita umana. La dignità della persona e le esigenze della giustizia richiedono che, soprattutto oggi, le scelte economiche
non facciano aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza 83 e che si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti. [….] Ciò richiede una nuova e approfondita riflessione sul senso dell’economia e dei suoi fini,84 nonché una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige, in realta`, lo stato di salute ecologica del pianeta; soprattutto lo richiede la crisi culturale e morale dell’uomo, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo. 
Benedetto XVI, Caritas in Veritate n. 32
  

Cari Amici, e cari lettori  mi scuso per il lungo silenzio, ma non avrei mai creduto di non poter usufruire assolutamente della connessione internet per tutto il mese di permanenza in Africa.
Al mio ritorno dal Congo, perciò, non posso fare a meno di mettervi al corrente di tutto quello che ho fatto e vissuto, ma che soprattutto il lavoro di progettazione e riscatto sta fervendo come non mi sarei mai aspettato.  Il Congo Repubblica Democratica è un terreno completamente vergine, la gente è schietta ed ingenua, non sono aggressivi anche se la violenza purtroppo a volte diventa per loro necessaria. Non hanno conoscenze, non hanno organizzazione, mancano di determinazione. Ciò che loro manca completamente inoltre è la coscienza del rispetto delle regole e su tale argomento vi impegnerò nelle prossime letture dei miei post perché ritengo necessario che certe cose debbano essere conosciute da tutti e tutti si devono far carico delle proprie responsabilità. Se nessuno sa, certamente potrà trovare in coscienza una scusa plausibile a propria discolpa, ma se si è al corrente di ciò che si può fare e che invece non si fa allora il giudizio è inesorabile.
Comunque non voglio tediarvi di più, vi invito a leggere con cura il presente manifesto perché con esso inizia la rivoluzione socio-politico-economica di questo secolo e pertanto voglio rendervi tutti partecipi. E’ una rivoluzione incruenta ma determinata. Una rivoluzione che mira a qualcosa di veramente edificante come lo Sviluppo integrale dell’uomo. Non pensiate che sia troppo lungo…è stato pensato per dare una risposta integrale, piena e trasparente. Se non fosse stato così articolato probabilmente molte cose non si capirebbero. Pertanto ciò che vi chiedo è di verificare nel vostro intimo se esistano o no le condizioni per il cambiamento…per quel salto di paradigma a lungo invocato….Economia dello sviluppo integrale dell’uomo non significa solo economia rivolta ad alcuni poveri disperati o disgraziati del Sud del mondo, significa riscatto anche per noi uomini dei paesi sviluppati che, ancora non sanno far altro che lamentarsi e che invece hanno creato, o quantomeno contribuito a creare le condizioni per correre verso la distruzione dell’uomo stesso, proprio grazie all’applicazione di certe teorie dello sviluppo che con questo manifesto ci troviamo a contestare.

MANIFESTO DELLA SCUOLA DI PENSIERO 
di Economia dello sviluppo integrale dell’uomo
UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL CONGO  -Kinshasa 

1 ) Idea fondativa: Manifesto
Questo  manifesto viene dalla certezza che  scaturisce dalla convinzione che nel mondo di oggi, la mancanza di sviluppo, la povertà e la povertà cronica restano  ancora dopo lungo tempo un tragico  aspetto della vita umana e l'altra convinzione è che le teorie del neoliberismo  promosse e veicolate dalla Scuola di Chicago  nonché tutte le teorie dello sviluppo basate sulla visione capitalista e libérista hanno fallito e pertanto devono essere completamente revisionate in quanto non hanno creato altro che illusioni di sviluppo e generato invece migliaia di problemi, economici nella vita sociale, politica e finanziaria , culturale, ambientale . Analizzando  obiettivamente queste teorie dello sviluppo  ci si accorge che ci sono più elementi negativi che positivi. La speranza dei paesi poveri che volevano uscire dalla povertà e dal sottosviluppo facendo affidamento sulle indicazioni neo-libériste  della Scuola di Chicago, si sentono ora  traditi da queste idee diffuse nel mondo da parte di economisti  che non credevano  in altro se non nella loro ideologia messa al servizio di alcuni poteri politici e di qualche multinazionale .
Il liberismo , non crea sviluppo. I Paesi Sviluppati, nel corso del secolo passato hanno sperimentato che la povertà è una crescente minaccia per la stabilità sociale e l'ordine pubblico, favorisce la diffusione delle malattie infettive ed è una delle cause primarie della criminalità e dei disordini civili; a tutt’oggi non si è ancora trovato un modello di sviluppo sostenibile , equo e durevole che sia in grado di dare una soluzione anche se non definitiva, almeno efficace al problema .
La riduzione degli spazi e dei margini di libertà di cui i gruppi svantaggiati dispongono, costituiscono un disastro  sul piano economico e una fonte di angoscia sul piano etico e morale .
Nessuna persona, ricca o povera , è immune ai suoi effetti. Il dolore e la miseria causate dalla mancanza di sviluppo non riguardano solo i paesi poveri , ma anche i cosiddetti paesi ricchi . Tutti i membri della società ne subiscono le conseguenze e non è nell'interesse di nessuno continuare a subirle . A questo proposito lo scrittore del Mali Dembélé Urbano ha scritto : " sentirsi al sicuro  in un deserto di miseria significa  ignorare l'adagio che dice che  un ricco in mezzo a nove poveri, se non è attento, diviene il decimo povero " .
Lo sviluppo umano quindi è una sfida molto più grande della semplice povertà, è una sfida globale da affrontare nell’interesse di tutti. E la mancanza di sviluppo integrale si rivela ostacolo ancora maggiore per la crescita economica mondiale e metterebbe  in pericolo la costituzione o il consolidamento della pace sono alla base della cooperazione internazionale; costituirebbe comunque  una violazione dei diritti umani che sono una parte integrante dello sviluppo umano, il cui rispetto è essenziale per la pace che rappresenta l'altro nome dello sviluppo .
In questo senso, il perseguimento di uno sviluppo integrale e l'eliminazione della povertà devono essere visti come condizioni essenziali per la pace, la sicurezza nel mondo e il rispetto della dignità umana .
L'attributo  integrale dato alla parola sviluppo, deve rivestire un triplice significato il cui senso deve essere preciso e chiaro per tutti , e cioè:
1) integrale  come piena integrazione delle differenze esistenti tra gli uomini , vale a dire che non dovrebbe più esistere un rapporto di esclusione a causa della diversità e che queste diversità devono essere considerate  ricchezza  da aggregare come bene comune ;
2 ) integrale come pienamente trasparente vale a dire , cristallino , chiaro , comprensibile a tutti gli uomini che devono avere accesso a una vita dignitosa e i cui diritti siano rispettati .
3) integrale come completo , cioè di ogni uomo e tutti gli uomini senza alcuna distinzione di razza , sesso, religione, scelte politiche, situazioni sociali, o di ricchezza .
Questo obiettivo può essere raggiunto , naturalmente , solo se si è convinti che le idee camminano sulle gambe degli uomini e che queste idee sono la base del cambiamento se l'uomo saprà difenderle e promuoverle. Tuttavia, queste idee devono essere ben fondate su principi sempre validi come quelli della dottrina sociale della Chiesa , vale a dire: la salvaguardia della dignità umana in tutte le sue forme e la promozione del bene comune .
Abbiamo visto che, nonostante lo svolgimento di numerosi summit mondiali sul problema dello sviluppo umano, resta ancora tuttavia una notevole incertezza su quali siano i modi più efficaci e più veloci per ridurre la povertà e la miseria . incertezza cioè su ciò che rappresenti un nuovo concetto di sviluppo umano integrale e che porti alla pace. In effetti, la pace è qualcosa che dovrebbe essere concepita come predisposizione inscritta nel profondo dell'uomo e che non può essere ottenuta dal di fuori,  perché essa è e deve essere costitutivamente presente nell’intimo dell'anima di ogni uomo . Questo punto di vista si differenzia quindi da quella dell'economista Amartya Sen ha detto che lo sviluppo è libertà . Questa idea di sviluppo per lui è sia un obiettivo che un processo per aumentare le capacità , le libertà e le scelte degli individui .
La ragione per cui non siamo d'accordo con lui è che attraverso questa definizione l’autonomia del processo di sviluppo integrale non è prominente . Vale a dire che nella visione di questo economista lo sviluppo si intende imposto dall'esterno,  che viene dato e concesso da colui che ha il potere e la capacità di imporre le proprie scelte e le proprie condizioni, questa è esattamente la teoria che emerge dalla scuola di neoliberismo di Chicago.  In base ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa , non possiamo condividere questa visione perché la libertà e la pace interiore possono venire solo da noi stessi e non ci possono essere date dal di  fuori .
Ma quali sono gli elementi essenziali che ci permettono di capire fino in fondo cosa sia il concetto di sviluppo in termini reali?
Questi elementi sono indicati nelle disposizioni delle Nazioni Unite attraverso la nozione di bene comune :
- Una vita lunga e sana
- L'accesso alla conoscenza ed alla capacità di utilizzarla
- Uno standard di vita dignitoso
- La partecipazione attiva alla comunità e autonomia nel processo decisionale individuale  tese a sradicare la povertà e la fame , soprattutto nelle aree rurali, dove la stragrande maggioranza dei poveri vive .

In questo contesto non possiamo più accettare le teorie di sviluppo neo-liberiste sulla cui base la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale hanno fondato le loro politiche di aggiustamento (P.A.S. Piani di Aggiustamento Strutturale = deregolamentazione, privatizzazioni , tagli alla spesa sociale ), mirate solo alla crescita economica, durante il secolo scorso, per ridurre la povertà, perché gli sforzi  diretti a potenziare l’autonomia dalla povertà non hanno fatto altro che assorbire una grande energia senza per altro dare risultati accettabili, o anzi in alcuni casi, terribilmente negativi . La crescita economica è certamente essenziale , ma se vogliamo ridurre la povertà , è importante anche porsi la domanda di sapere a chi vanno i benefici di questa crescita e soprattutto in che maniera essa può contribuire allo sviluppo integrale dell'uomo ?
Il nostro nuovo concetto di  economia dello sviluppo è preso dalla Dottrina Sociale della Chiesa , e anche se si tratta di una branca dell'economia che applica le moderne tecniche di analisi macroeconomica e microeconomica di sviluppo socio- economico, ambientale e istituzionale rivolte ai cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo , riteniamo che questo tipo di economia debba manifestare discontinuità dalle teorie e dalle visioni del secolo scorso . La nostra nuova visione non può più accettare il capitalismo-liberista come unica base per la crescita economica e come vettore dello sviluppo  promosso dall’investimento più opportuno  mirato al profitto, al risparmio ed alla produttività industriale . Questa nuova idea di economia dello sviluppo che abbiamo in programma di promuovere deve mirare principalmente alla dignità dell'uomo  ed al suo sviluppo integrale . Essa deve affrontare le determinanti della povertà e del sottosviluppo nonché delineare le politiche da attuare per ottenere che i paesi in via di sviluppo escano non solo dal loro sottosviluppo , ma anche soprattutto dall’ignoranza . Siamo infatti convinti che il sottosviluppo e la povertà dipendano dal grado attuale di ignoranza esistente nella gente dei paesi che chiamiamo poveri . La mancanza di conoscenza , soprattutto in campo socio-economico consente lo sfruttamento non solo delle risorse materiali , ma anche delle risorse umane che sono spesso prive di protezione e di rispetto per la loro dignità a causa di abuso di poteri colonialisti da parte delle multinazionali. Restiamo convinti perciò che lo sviluppo non può venire solo dal trasferimento di ricchezza , ma dall’efficace trasferimento di conoscenze ai poveri che si confrontano con i problemi del sotto-sviluppo . E ' inutile dare macchine a persone che non sanno servirsene, occorre invece insegnare loro come produrle direttamente al fine del loro migliore utilizzo. Tutto ciò per sottolineare che la conoscenza è ricchezza. E ' quindi necessario lottare per sostenere una economia rivolta alla diffusione delle conoscenze , al sostegno di quei cambiamenti fondamentali che permettano di aumentare e accumulare la ricchezza materiale necessaria . Così, le barriere sistemiche saranno superate al fine di raggiungere un equilibrio tra le esigenze di sviluppo integrale ( sostenibile , durevole, equo ) e quelle delle forme dominanti del capitalismo sottrazione.
La conoscenza  è sempre stata una risorsa importante per la produzione ( che è differente dalla produzione naturale o animale perché è caratterizzata dall'uso nell'opera di capacità intellettuali ) , ma oggi è diventata forza produttiva fondamentale che si basa sulla conoscenza scientifica e le sue opportunità di sviluppo come conoscenza indipendente e non più fondata sul potere religioso o politico . La conoscenza conseguita  attraverso la conquista della propria  autonomia genera un processo di verifica della verità che si chiama sperimentazione. Vale a dire, la riproducibilità di quanto si afferma in termini di relazioni causa-effetto . Ecco quindi il percorso di emancipazione dell'uomo: una volta che si acquisisce la conoscenza che ha caratteristiche di riproducibilità , l'economia reale ha a sua disposizione una grande risorsa che consiste in una conoscenza astratta ( della scienza e della tecnologia ) costruita in modo da essere riproducibile dieci, cento , mille volte e in ambienti diversi . Così si afferma il capitalismo delle macchine utensili, che nasce dalla rivoluzione industriale; il capitalismo meccanizzato della catena di montaggio e dell’automazione, nato dalla rivoluzione industriale iniziata nella metà del  XVIII secolo come moderna economia si sviluppa principalmente attraverso la tecnologia delle macchine utensili che incorporando conoscenza riproducibile su base scientifica ,  consente economie di scala enormi . Infatti, la ricerca e l' assemblaggio del processo meccanico utilizzati per progettare il prototipo originale possono essere riutilizzati a costo zero per costruire la seconda , decima , la millesima macchina. E il processo lavorativo impiegato per progettare la prima unità di prodotto ottenuto dalle macchine utensili può essere riutilizzato più volte per migliaia o milioni di prodotti identici . Si capisce così che è la produttività che crea valore e, pertanto, anche le ipotesi di crescita economica per sostenere lo sviluppo . La produzione efficiente che dà la possibilità di ottenere più profitto si basa sulla conoscenza e sul miglioramento continuo dei sistemi di produzione. Si tratta come detto da JB Lonergan di uno spostamento significativo del sistema dal processo di produzione punto a punto , in cui il valore corrispondente ai prodotti è strettamente rapportato ai materiali impiegati, senza possibilità , se non c'è conoscenza , di passare ad un sistema di punti sulla linea in cui la creazione di valore è correlata alla quantità illimitata di prodotti che una macchina utensile permette di produrre durante tutto il suo ciclo di vita, per diventare finalmente un sistema di punto sul piano, dove non c’è più corrispondenza tra i materiali utilizzati la macchina utensile adoperata e i prodotti ottenuti in quanto il processo  è quello di fornire servizi le cui possibilità di produzione sono infinite , sia in termini di quantità che in termini di possibilità illimitate del servizio  erogato.
Questo significa che ogni euro ( o ora di lavoro ), di nuove conoscenze investito nella produzione può rendere di più o molto di più, dal momento che questa conoscenza può essere utile - generando valore per  gli  utenti - non una, ma dieci, cento , mille volte , con effetti moltiplicatori che cambiano radicalmente il senso della produzione rispetto all’ economia pre-industriale . L' innovazione chiave della modernità è che diventa conveniente investire nei processi di apprendimento proprio grazie alla natura riproducibile della conoscenza. Ecco perché non si lavora  più per ripetere le medesime e tipiche operazioni, come nell’artigianato,  bensì per innovare , inventando nuove macchine , nuovi prodotti, nuove soluzioni. In passato la conoscenza veniva certamente utilizzata, ma non essendo conoscenza riproducibile , la portata limitata del suo utilizzo, non rendeva conveniente l’investimento nei processi di ricerca e sviluppo. Così come l'acqua è fonte di vita la conoscenza è la fonte primaria dello sviluppo integrale . Infatti, come l'acqua permette la nascita della vegetazione nel deserto, la conoscenza crea ricchezza reale per l'uomo e cioè il suo sviluppo.
Tuttavia, questa conoscenza deve essere ben guidata affinché  possa davvero dare risultati positivi per la comunità degli uomini nella prospettiva dello sviluppo integrale. Per questo è molto importante identificare  gruppi sociali e attori capaci di costituire la base socio-politica di supporto per strategie di sviluppo sostenibile nei vari livelli della collettività. L'economia di mercato senza la partecipazione attiva di uomini di buona volontà, non permetterebbe uno sviluppo sostenibile , perché tenderebbe  a sfruttare la conoscenza per i gruppi che hanno il potere e che praticano il capitalismo di sottrazione . Ciò che noi vogliamo introdurre con questo manifesto è una nuova concezione di capitalismo definito "Neo-capitalismo etico" e che in discontinuità con il neoliberismo - si caratterizza per il trasferimento della conoscenza alle persone povere dei paesi in via di sviluppo sul  loro territorio principalmente attraverso la formazione della classe dirigente la quale dopo aver appreso la conoscenza delle tecniche di ricerca e i diversi modelli di sviluppo possa applicarli tenendo conto dell’ambito culturale in cui vivono e nel rispetto delle tradizioni e la storia del loro popolo .

Interpretazione  e obiettivi
Spesso l’ economia dello sviluppo viene concepita come un insieme di pratiche pubbliche e private che incoraggiano la propensione ad investire, innovare, avviare , formare , lavorare in una regione per lo sviluppo economico. L'obiettivo principale quindi è di assicurare  l’esistenza di una certa quantità di fattori produttivi che consenta di realizzare una crescita economica sufficiente e in grado di suscitare un significativo miglioramento del tenore di vita degli abitanti della zona considerata.
La disciplina conosciuta come " Economia dello Sviluppo " disciplina  considerata a pieno titolo come ramo dell'economia politica , è nata dopo la seconda guerra mondiale , perché gli studi precedenti sui paesi poveri  facevano parte dell’analisi della crescita economica e non erano state ancora formulate teorie specifiche in grado di rappresentare la situazione di questi paesi. Solo nei primi anni Cinquanta del secolo scorso   alcuni economisti  cominciarono a sviluppare le variabili relative alla individuazione di strumenti specifici per i paesi in via di sviluppo in modo sistematico . Così, tra i pionieri dello  studio dell’economia dello sviluppo si possono annoverare Paul N. Rosenstein-Rodan , Albert O. Hirschman , Arthur Lewis , Ragnar Nurkse , Gunnar Myrdal e Raul Prebisch , anche se i loro primi lavori non hanno fatto alcuna differenza tra il concetto di sviluppo economico e  crescita economica . Poiché la conoscenza delle situazioni a quel tempo imponeva di considerare lo sviluppo indubbiamente come raggiungimento di una crescita economica nel lungo periodo, si era anche convinti che qualsiasi crescita economica avrebbe contribuito a migliorare  il benessere della popolazione implicando una conseguente minore povertà. Ecco perché tutti questi lavori erano finalizzati allo studio delle determinanti della crescita. Questi studi avevano l’obiettivo di ricercare e scoprire le migliori politiche basate su un investimento di risorse massivo per aiutare questi paesi ad uscire  dal sottosviluppo e realizzare un circolo virtuoso . Ma le ricerche hanno portato ad introdurre gradualmente nuove teorie che hanno spinto gli economisti dello sviluppo a fare distinzione tra sviluppo e crescita economica. In effetti occorre dire comunque che lo sviluppo non può essere realizzato senza crescita economica perché ogni politica dello sviluppo si orienta verso una pluralità di obiettivi e cioè la riduzione delle disuguaglianze, il miglioramento delle condizioni di vita, l'assistenza sanitaria garantita, la soddisfazione bisogni essenziali, ecc ..

a) Pionieri dello Sviluppo ( 1945 - primi anni '60 )
Sulla base di quanto precede, il pensiero economico può essere suddiviso in tre diverse fasi : quella dei pionieri dello sviluppo (1945 - primi anni '60 ), che hanno lavorato in un contesto segnato dalla decolonizzazione del dopoguerra in Asia e Africa, sotto l'egida delle istituzioni di Bretton Woods e  durante la guerra fredda . Hanno sviluppato teorie dello sviluppo focalizzate sulla lotta contro la povertà come un modo per mantenere questi paesi nella sfera di influenza occidentale di cui i modelli promossi erano considerati i migliori. I lavori principali hanno cercato di mettere in evidenza la diversità strutturale dei paesi in via di sviluppo : il circolo vizioso della povertà ( Nurkse , John Kenneth Galbraith ) , il dualismo ( Lewis 1955) , la crescita equilibrata ( Rosenstein - Rodan , Nurkse ) crescita squilibrata ( Hirschman ) , le fasi di crescita economica ( Rostow ) . Si potrebbe dire che questi economisti erano convinti che il sottosviluppo potesse essere risolto rapidamente . Ma era più un senso di speranza,  che una verità fattibile perché a quel tempo , lo sviluppo era sinonimo di crescita del reddito nazionale . E considerando la mancanza di capitale come il principale ostacolo allo sviluppo , hanno creduto fermamente che le politiche di sviluppo orientate verso  un aiuto pubblico ispirato dal Piano Marshall avrebbe risolto il problema .  Ecco perché la mancanza di capitali e la ripartizione ottimale degli investimenti  sono state affrontate con  molta ponderazione nei loro studi  individuando nell’industria il settore chiave di questi economisti chiamati " pionieri dello sviluppo ". Sulla base di queste politiche di sviluppo nel periodo post –bellico   essi hanno promosso con forza per il progresso dei paesi in via di sviluppo l’esempio dell'industrializzazione dei paesi sviluppati . Il modello di Harrod - Domar metteva in luce la necessità di capitale in questi paesi . Il tasso di crescita dipendeva dal tasso di risparmio e il basso livello di quest’ ultimo nei paesi poveri doveva essere compensato da aiuti esteri . Il modello Rosenstein - Rodan andava nella stessa direzione . A causa della indivisibilità di alcuni investimenti , era necessario dare una grande spinta (big push)  . L'allocazione di capitale rimaneva una questione di dibattito tra chi predicava un investimento limitato a determinati settori ( Nurkse crescita equilibrata ) e altri che credevano in una idea di investimento più grande (crescita squilibrata , Hirschman ).

b ) La fase di radicalizzazione ( primi anni '60 - fine  anni 70 )
Negli anni '60 del secolo scorso , l'economia dello sviluppo diviene radicale . Il sottosviluppo viene definito come il risultato principale di cause esterne . Diverse teorie cercano di confermarlo : la teoria della dipendenza, la teoria dello scambio ineguale , analisi centro-periferia .

c ) Il periodo di gestione della crisi (fine 70-1995 )
In questa fase , le relazioni economiche tra il centro e la periferia del mondo sviluppato sono contrassegnati dal paradigma della dipendenza. La progressiva globalizzazione è  un sistema indotto dalle conseguenze di tali relazioni . Il sottosviluppo è una continuazione dello stato neo -coloniale , in cui le ex colonie , pur se  divenute indipendenti , politicamente , restano con  le loro economie ancora fortemente dipendenti dalle economie sviluppate . La gestione delle crisi è affidata alle istituzioni di Bretton Woods ( FMI, Banca mondiale ) attraverso piani di aggiustamento strutturale (PAS) . L' obiettivo è quello di spingere  i paesi del Sud del mondo ad accettare sistemi di deregolamentazione , liberalizzazione economica e apertura dei mercati, attraverso misure di ortodossia fiscale, privatizzazioni, terapie d'urto ,  big push e aiuti esteri ( Jeffrey Sachs ) . Questo approccio allo sviluppo è stato criticato da William Easterly per il suo paternalismo e la sua inefficacia .

d ) La situazione attuale
Dalla fine degli anni '90 del secolo scorso ,  si è assistito ad una fioritura di teorie dello sviluppo formulate da alcuni economisti dello sviluppo ( tra cui Michael  Kremer , Esther Duflo , Edward Miguel , Abhijit  Banerjee , Sendhil  Mullainathan ... ) che individuando strumenti per comprendere i fatti della politica economica a livello microscopico e dello sviluppo di esperimenti sul campo sulla base di un metodo di analisi della causalità in economia, hanno formulato la teoria della randomizzazione , la valutazione randomizzata  o aleatoria. Hanno sottolineato , la necessità di puntare su una strategia di sviluppo basata sui progetti , incoraggiando la promozione di micro -progetti e indicandola come soluzione efficace qualora la si pratichi razionalmente . Questa teoria empiricamente nota come " randomizzazione " ha rivitalizzato la disciplina dell’ economia dello sviluppo ponendo le basi per l'individuazione di una sub -disciplina della scienza economica , quale l’economia del micro-sviluppo economico così come tale fenomeno si sta ora delineando per la micro-finanza quale sub -disciplina dell’economia finanziaria . Questa domanda pone il problema di come lo sviluppo possa essere attuato con mezzi diversi . Le prassi che favoriscono lo sviluppo possono essere a livello tecnico , a livello di disposizioni di legge , considerare l'adeguamento delle infrastrutture e dell'istruzione , nonché alcuni incentivi finanziari. Robert Solow ha analizzato  da vicino questi aspetti , così come anche le agenzie governative ( Banca Mondiale ) o privati ​​( Fondazione Soros ), attivi nella promozione dello sviluppo . Si potrebbe quindi dire che le pratiche utilizzate per il  passaggio da un'economia sottosviluppata e un'economia in via di sviluppo richiedono un accumulo sufficiente , superiore cioè a una certa soglia critica iniziale, di  adattamento culturale , educativo , e  legislativo nonché di mezzi materiali . Per fare una distinzione comprensibile possono essere effettuati in particolare , esempi di paesi emergenti, tra cui quelli con maggior popolazione , come la Cina , l'India e il Brasile, che hanno dimostrato che il decollo economico è stato incoraggiato dall'introduzione di misure, nel quadro economico,  di stampo Keynesiano come la tutela delle industrie nascenti , maggiori crediti all'esportazione ed agli investimenti , il mantenimento strutturale di un tasso di cambio molto al di sotto della parità del potere d'acquisto delle loro valute , l'esistenza di un settore pubblico relativamente forte e , in termini di capitale umano e sociale , politiche volontaristiche di riforma agraria, soprattutto  nel sud est asiatico, di istruzione , della salute ,  del miglioramento della condizione femminile e l'accesso alla possibilità di contraccezione . Queste misure interventiste sono state completate soprattutto a partire dagli anni 1970-1980 da una liberalizzazione delle iniziative private tipiche del liberalismo economico . Per quanto riguarda la natura e la localizzazione di progetti di sviluppo si possono distinguere due forme : lo sviluppo bottom-up vale a dire dal  basso verso l’alto, che partendo dalla base di micro -progetti molto localizzati, coinvolge la popolazione locale e confidando la sua iniziativa crea i presupposti di progresso socio-economico;   oppure lo sviluppo top-down, cioè dall’alto verso il basso, che facendo affidamento su grandi progetti di investimento , considera la realizzazione del progresso in un ambito di sviluppo programmato. Ma va detto però che l' esperienza sul campo ci ha mostrato che questi grandi progetti anche se necessari e , per alcuni versi, essenziali , possono avere effetti più casuali e meno " trascinanti" per il resto dell'economia . Affinché la crescita economica possa contribuire alle esigenze dello sviluppo, alcune moderne teorie dello sviluppo ( Michael Porter) sottolineano l' importanza del concetto di nozione di polo di competenza territoriale , che raggruppano aree specifiche di know-how  e costituiscono una fonte di eccellenza per il vantaggio competitivo . Il fulcro può essere una università con un centro di ricerca famoso e fortemente motivata ​​da una cooperazione con  soggetti economici e finanziari .  A tale proposito possono essere fatti due esempi: la Silicon Valley , che raggruppa queste tre competenze : Universitarie ( Stanford , Berkeley , Santa Clara ) , società di tecnologia ( la prima fu Hewlett - Packard) e fondi di venture capital . L'altra è quella di paesi emergenti come l'India ( Bangalore , Bombay per  l’appalto di software  informatici e dei principi attivi per farmaci generici ), la Cina (settore aerospaziale ) e il Brasile ( biotecnologia  agraria ) , che  oltre a svolgere le attività nei  tradizionali campi di impiego di mano d’opera non specializzata, rivestono anche un importante ruolo nel campo della tecnologia avanzata .
Rispetto allo  sviluppo inizialmente si farà la tradizionale distinzione tra tre tipi di paesi :
1) paesi sviluppati ,
2) paesi emergenti ( in via di sviluppo ),
3) paesi sottosviluppati
per giungere poi a cambiare questa classificazione in una sola idea di sviluppo umano integrale condiviso e analizzato in un triplice concetto così configurato :
1 ) Sviluppo sostenibile
2 ) Sviluppo durevole
3)  Sviluppo equo

Mentre alcuni sostengono che  lo sviluppo sostenibile e la crescita sostenibile si ottengono  gestendo con parsimonia tutto ciò che riguarda le risorse naturali , alcune delle quali potrebbero seccare o deteriorarsi,  siamo convinti che ciò che conta per lo sviluppo non è il risparmio di risorse o il loro salvataggio , quanto più il loro uso efficiente e rispettoso delle finalità e degli obiettivi dello sviluppo umano integrale . Vale a dire che invece di risparmiare risorse si dovrebbe usarle senza distruggerle, dosandone l' uso e il funzionamento per il giusto necessario, considerando le esigenze delle generazioni future . Questa gestione è certamente doverosa perché l’economia moderna , non mette limiti al consumo e all'uso eccessivo di risorse  e tanto meno si preoccupa della responsabilità che abbiamo nei confronti di coloro che verranno dopo di noi . La nostra attuale cosiddetta economia post - industriale è diventata più sofisticata e senza regole se non quelle del profitto . Per contro  occorre dire che, pur se è vero che attiene  all'economia della conoscenza , i cui fattori determinanti  sono la formazione , l’informazioni, il know -how e l'innovazione , è  però altrettanto vero che i paesi sviluppati continuano ad essere dipendenti dalle risorse naturali dei paesi in via di sviluppo . E i paesi emergenti che hanno scelto il modello di sviluppo sostenuto dai  paesi moderni stanno passando a loro volta attraverso una fase industriale che impone loro di consumare maggiori quantità di risorse naturali . Tutto ciò comporta  lo sfruttamento sempre più massivo ed inarrestabile dei beni della terra. In realtà gli studi dimostrano che il settore dei servizi e dei settori ad alta tecnologia (software , reti di telecomunicazioni ) consumano egualmente materie prime ed energia e allo stesso tempo sono causa di problemi per la salvaguardia ambientale e per lo smaltimento dei rifiuti . In ogni caso , lo sviluppo sostenibile , equo e durevole dovrebbe essere considerato come un obiettivo per l'umanità in quanto condiziona sia lo sviluppo delle presenti generazioni che di quelle future .


e) Decisione Manifesto
Fino ad oggi per aiutare i paesi " sottosviluppati " sono stati proposti programmi di aiuto, alle regioni meno sviluppate del mondo partendo dalle conoscenze tecniche fornite in particolare dagli Stati Uniti e da altri paesi sviluppati. Ciò implicitamente assumeva che lo stile di vita degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali poteva ispirare lo sviluppo del resto del mondo,come modello affidabile e risolutivo. Questi presupposti hanno assicurato il trionfo di un approccio econometrico   allo sviluppo in cui il livello di progresso degli stati poteva essere misurato con un unico indicatore , il PIL pro capite . Purtroppo ci si è resi conto che non era vero e che il modello di crescita economica misurata dal PIL , mascherava l'impatto ambientale dei paesi più "sviluppati" ( Nord America, Giappone , Europa) misurato dall'impronta ecologica  che era molto superiore alla capacità di rigenerazione biologica del pianeta,  e pertanto passibile di minacciare la distruzione della vita umana sulla terra . Per questo motivo , il tipo di sviluppo occidentale non può essere generalizzato per l'intero pianeta . Esperti come Jean - Marc Jancovici  che studiano i fenomeni che deteriorano l'ambiente ,  sostengono tutti che non è realistico offrire al mondo un modello come quello ereditato dalla rivoluzione industriale , dato che  l'uso di combustibili fossili , in particolare, ha un impatto troppo forte sul clima . Le alternative proposte con l'emergere del concetto di sviluppo sostenibile , a cui si aggiungono le nozioni di equo e durevole mirano di fatto a conciliare gli aspetti economici, ambientali e sociali , con lo sviluppo umano e  ancor di più con lo sviluppo integrale dell'uomo, come enunciato della dottrina sociale della Chiesa cattolica . Sostenere  che questo tipo di sviluppo fornisca un modello sarebbe presuntuoso , perché ogni generazione è obbligata a scegliere la propria libertà morale e quindi non è possibile stabilire a priori un modello definitivo da seguire. Si può scegliere solo nel proprio momento storico il modello più umano per ottenere uno sviluppo realmente integrale dell’uomo  nel rispetto dei beni destinati alle generazioni che si succederanno nei secoli futuri. Il nostro obiettivo è di essere pragmatici per l'attuazione di  accesso alle strutture della conoscenza e di rispetto per la dignità dell'uomo e del suo ambiente . Ciò che noi proporremo è quindi un nuovo modello di sviluppo chiamato “Neo- capitalismo etico” fondato sulla individuazione delle potenzialità esistenti in ciascun paese in termini di ricchezza come il potenziale umano , animale sociale. Queste potenzialità devono essere individuate e misurate in ogni paese come ricchezza materiale e cioè come capitale : materiale, umano , sociale e animale . L’indice da impiegare perciò dovrà trasformare il Prodotto Nazionale Lordo (PNL) in Indice di Potenzialità Inutilizzata (IPI). Dopo questo inventario devono  essere considerate le strategie di sviluppo integrale cioè , sostenibile , equo e durevole misurate da un nuovo strumento : l'indicatore di impatto finanziario . Vale a dire che ogni progetto di sviluppo deve essere misurato attraverso il risultato sociale rispetto agli uomini , alla società , agli animali e , infine, all'ambiente tenendo  ben presente che tale indicatore non è per sé  o per misurare il proprio profitto, ma per il bene della comunità in cui si vive nel rispetto non solo dell'ambiente ma anche del territorio dei bisogni delle generazioni future in tutto il mondo . In questo modo lo sviluppo  diverrebbe sostenibile perché tiene conto , nello sfruttamento delle risorse , dei bisogni umani e ambientali del presente e del futuro . Questo sviluppo  diverrebbe durevole, perché il fattore tempo diventa la variabile chiave dell’impiego che deve essere rinnovabile durante i diversi periodi storici . Alla fine possiamo dire che si tratterebbe di uno sviluppo equo in quanto tiene conto dei diritti di tutti nel mondo , presenti e futuri .

2) Sfera di influenza
La scuola di pensiero di economia dello sviluppo di Kinshasa avrà come  sfera di influenza tutto il mondo rappresentato in primo luogo da parte del mondo scientifico dei centri universitari e di ricerca che credono nel potere della conoscenza e delle competenze e cercano di esplorare modalità e metodi possibili per ottenere la liberazione dell'uomo dalla schiavitù materiale e spirituale . Poi altri che potranno beneficiare di questa scuola di pensiero sono tutti i paesi del mondo che cercano in una prospettiva democratica, lo sviluppo dei propri cittadini, dando loro la possibilità di promuovere la propria dignità e per questo mirare al bene comune propriamente inteso.

3) L'originalità del pensiero
Il pensiero originale della scuola sta nella sua natura che deriva direttamente dal pensiero della dottrina sociale della Chiesa cattolica . Un pensiero che non esclude , ma che vuole indirizzarsi a tutti gli uomini di buona volontà, senza fare alcuna distinzione di sesso, religione , appartenenza politica , di ricchezza , ecc . Questo pensiero è originale, perché non viene dall’uomo, ma dalla finalità esistenziale  dell'uomo sulla terra , vale a dire il completamento dell’opera della creazione e della redenzione dell'umanità dell'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio e per la dignità umana di tutti. Questa idea originale si attualizza nella ricerca di principi di umanità e si basa sulla dignità dell'uomo, della sua responsabilità , solidarietà e sussidiarietà delle persone e dei gruppi sociali . Questa struttura mira a ciò che chiamiamo " sviluppo integrale dell'uomo" che il Magistero ha definito come " il nuovo nome della pace ". L'originalità di questo pensiero consiste nella caratteristica costitutiva dello sviluppo che non può essere che integrale e cioè integrativo, trasparente e totale , e che non può essere che costruito sulla pace intesa come vocazione primaria dell’uomo.
4) la natura del pensiero scientifico
Questo pensiero presenta  carattere scientifico perché si avvale di un metodo di ricerca della verità e della conoscenza dell'uomo attraverso un'indagine basata su tre momenti dello sviluppo : vedere , giudicare, agire che fondano l'attività umana a partire dalle tre conversioni: intellettuale, morale e religiosa che sono alla base della conoscenza universale dell'essere umano . Lo studio e l'approfondimento della conoscenza umana nel suo insieme e nei suoi vari ambienti , sono realizzati seguendo un filo conduttore formato dalle teorie e dalle realtà concrete della vita umana che scaturiscono dalla prassi e dal percorso della sua storia come uno sviluppo dialettico di tesi, antitesi e sintesi.

5 ) Quadro di riferimento delle attività
Le ricerche da parte dei Membri della Scuola verranno effettuate nel campo dello sviluppo umano  che si concentra su tre aspetti: l'aspetto sociale , con l'obiettivo di stabilire la strategia evolutiva della società e dei suoi gruppi sociali , l'aspetto politico mirato al bene comune, attraverso le strutture istituzionali quale supporto delle strategie sociali e infine l’aspetto economico rivolto alle strategie  più  appropriate per l’impiego della ricchezza disponibile per realizzare i progetti sociali e politici. Lo sfruttamento delle materie prime, lascerà il posto ad un altro innovativo sfruttamento: quello della cosiddetta materia grigia.

6 ) Gli argomenti da trattare
Gli argomenti che saranno affrontati sono quelli riguardanti lo sviluppo integrale dell'uomo . Lo studio economico farà un salto di paradigma per mettere la persona umana al centro . In altre parole, un'economia che non guarda più alle differenze tra paesi sottosviluppati e sviluppati , ma che si occupa invece delle lacune dello sviluppo presenti nei paesi del Nord e del Sud del mondo . Un'economia che esplora le potenzialità del patrimonio disponibile come capitale umano , sociale e naturale da mettere a profitto; una economia basata sulla conoscenza,  di cui uno dei fattori determinanti è la promozione di un nuovo stile di vita orientato al miglioramento della salute, dell’educazione, dell’informazione, del know-how, dell’innovazione , dell'occupazione e del migliore e più efficiente uso delle risorse naturali. 

7 ) Gli studenti della Scuola
" Il capostipite " della scuola è il prof . Romeo Ciminello . Tutti gli studenti della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana che hanno seguito gli studi di dottorato seguiti o diretti dal prof . Romeo Ciminello e che hanno acquisito il titolo di Dottore , sono membri ex officio e docenti di ruolo della scuola di pensiero perché hanno ricevuto la stessa scintilla intellettuale e cioè in Africa Thelesphore Chelo O. Carm , Gregoire Mashala Bituakamba Sdp, Claude Mamba Kambasu , Desiré Muyaya CIM, Kadiat Bruno, Claude Aimé Libakata Enyangola, Emmanuel Kone, Korgo Barnabé, Casper Masiga, ad Haiti Parnel Saint'Hilaire, in Italia Stefano Magazzini Ofm e Nicola Riccardi Ofm. I membri onorari permanenti sono il Rettore dell’UCC  Prof. Jean- Bosco Matand Bulembat e l’ex Preside della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana Prof. Josip Jelenic SJ,  il Presidente della Conferenza Episcopale del Congo Repubblica Democratica del Congo , il Rettore pro tempore dell’UCC ed il Preside pro-tempore della Facoltà di Economia e Sviluppo della UCC, un membro del consiglio della 4Metx srl ed un membro del Consiglio direttivo del Comitato di Promozione Etica Onlus . Offriamo questo titolo onorario anche al Rettore pro tempore della Pontificia Università Gregoriana e al Preside pro tempore della Facoltà di Scienze Sociali della PUG, come uno spirito di gratitudine alle istituzioni che hanno dato  le radici ai membri della Scuola di Pensiero . Il titolo di Membro d’onore della Scuola è offerto a Sua Eminenza il Cardinale Laurent Monsengwo Pasiniya per spirito di gratitudine a Colui che ha disegnato il progetto dai primi passi concreti per la sua promozione . Tutti gli altri membri che chiederanno di entrare nella Scuola saranno considerati membri a pieno titolo solo dopo la presentazione di una lectio doctoralis e previo parere favorevole del comitato di fondazione. Essi dovranno inoltre inviare al Comitato fondatore una lettera di candidatura, il proprio curriculum vitae ed il proprio argomento di ricerca. Spetta comunque al Comitato fondatore a suo insindacabile giudizio  la decisione di determinare chi può entrare a far parte dei nuovi membri della Scuola.

8) mezzi di diffusione di idee
La scuola non è una entità amministrativa , ma solo una organizzazione intellettuale all'interno dell'Università Cattolica del Congo di Kinshasa; la Scuola è libera e indipendente e lavora a stretto contatto con il comitato esecutivo della UCC in raggiungimento dei suoi obiettivi . Importante mezzo di irradiazione del pensiero della Scuola sono le pubblicazioni, una Rivista di Economia dello sviluppo ( o semestrale ) della Scuola , un sito web , una conferenza annuale a Kinshasa, una rete di relazioni con tutte le Università che hanno una Facoltà  in cui si insegna economia dello sviluppo.

9 ) Contatti esterni
Gli interlocutori esterni sono tutti i Paesi del mondo , i loro Governi e le loro Istituzioni . Il primo gruppo di paesi che saranno oggetto della ricerca e dello studio, comprende i Paesi Africani ad iniziare dalla Repubblica Democratica del Congo. Spetta al Comitato fondatore della Scuola selezionare il Paese che sarà oggetto di ricerca e di studio con l'obiettivo di fornire indicazioni per un'adeguata politica di sviluppo. Il Comitato Fondatore della Scuola indirizzerà ogni volta al Paese selezionato una lettera di accreditamento prima di avviare la ricerca .

Comitato Fondatore
Il 17 aprile 2013 alle 18:00 i seguenti Professori si sono riuniti nell'Ufficio del Rettore della UCC :
Romeo Ciminello , Thelesphore Chelo O. Carm , Gregoire Mashala Bituakamba Sdp Claude Mamba Kambasu e Desiré Muyaya CIM . Questo incontro ha segnato ufficialmente la creazione della Scuola di pensiero etico di Economia dello Sviluppo Integrale Kinshasa .